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Hannappel (Philip Morris): "Connettere i campi italiani a una filiera di innovazione che culmina nello stabilimento più grande del mondo"

Marco Hannappel, Amministratore Delegato di Philip Morris a Il Giornale d'Italia: "La collaborazione con i tabacchicoltori italiani è un elemento fondamentale nella trasformazione del nostro settore verso un futuro senza fumo”

14 Aprile 2022

Marco Hannappel, Amministratore Delegato di Philip Morris a Il Giornale d’Italia “Lavorare nel medio periodo è fondamentale per tutta la filiera, specialmente in ambito agricolo. Quello che abbiamo fatto oggi è una connessione, una firma che connette i campi dei coltivatori italiani a una filiera di innovazione e grandi investimenti che culmina nello stabilimento più grande del mondo, che Phil Morris ha in Italia a Crespellano, è stato un investimento da oltre un miliardo di euro e ha pian piano fatto nascere una vera e propria cittadella a Bologna con l’ampliamento l’anno scorso di un investimento da 600 milioni di euro di spese in capitale per la creazione del centro per le eccellenze industriali. Quindi creare in Italia una filiera che ha il culmine nell’industria, ma che parte dai terreni agricoli e da una partnership di medio periodo con i coltivatori italiani su un prodotto che ha bisogno di innovazione e che porta questa innovazione anche nei campi.”

A proposito degli obiettivi per la sostenibilità, Marco Hannappel spiega: “Noi abbiamo una possibilità di amplificare quello che già stiamo facendo in ambito di risorse energetiche, il nostro obiettivo è diventare carbon neutral nel 2030, ma Bologna – la nostra capitale di produzione a livello mondiale – già nei prossimi due o tre anni sarà pronta a questo passaggio. Non ci si inventa sostenibili, ma è un processo di lungo periodo. Per esempio, Philip Morris è una delle prime aziende in Italia certificate Alliance for Water Stewardship. Abbiamo ottimizzato nel nostro processo produttivo circa 200 mila metri cubi di utilizzo di acqua, nei terreni dei coltivatori abbiamo ridotto di oltre il 40% l’utilizzo di acqua. Lo facciamo con investimenti in start-up innovative e con un livello di gestione del precision farming che sta portando ottimi risultati. Ottimizziamo anche l’utilizzo delle falde acquifere dei comuni con cui interagiamo: ecco perché abbiamo avuto questa certificazione. Sostenibilità non è solo ambiente, utilizzo efficiente dell’energia, per esempio abbiamo i parchi solari industriali più grandi d’Europa sopra il lastrico dello stabilimento produttivo, ma è anche parlare di persone, che con le nostre buone pratiche di lavoro agricolo abbiamo sempre in una gestione ottimale secondo regole, attenzione e strumenti di protezione individuale. Anche l’attenzione che abbiamo in ambito femminile: siamo la prima azienda in Italia certificata da PricewaterhouseCoopers come equal salary: significa molto perché questo è anche sostenibilità, e pensare a tutto insieme è come vogliamo interpretare questo ruolo”.

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