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Marca2022, De Molli (Ambrosetti): “La Marca del Distributore ha retto l’intera filiera industriale del Paese e rappresenta il 60% della crescita del settore alimentare italiano”

Valerio De Molli Managing Partner e Amministratore Delegato di The European House – Ambrosetti a Il Giornale d’Italia: “Con questa analisi dimostriamo che l’impatto sulle famiglie dell’acquisto della Marca del Distributore porta ad un risparmio di più di 2 miliardi all’anno”

15 Marzo 2022

Valerio De Molli Managing Partner e Amministratore Delegato di The European House – Ambrosetti a Il Giornale d’Italia: “Presentiamo l’anteprima della ricerca di scenario sul sistema food e in particolare sulla Marca del Distributore, che abbiamo sviluppato per ADM, che mette in evidenza la portata della Marca del Distributore. Con questa analisi dimostriamo che l’impatto sulle famiglie dell’acquisto della Marca del Distributore è significato per un risparmio di più di 2 miliardi all’anno, essendo il pricing medio della Marca del Distributore 14% in media. Un’altra riflessione che emerge in modo potente è come la Marca del Distributore ha retto l’intera filiera industriale del Paese, avendo spiegato che il 60% della crescita di tutto il settore alimentare italiano, che è uno dei comparti di maggiore potenza e traino del Made in Italy."

"Il delta crescita degli ultimi anni della Marca del Distributore esubera l’intera crescita dell’esportazione verso due grandi marcati come Stati Uniti e Germania, per avere un’idea della crescita. Nell’ ultimo quindicennio circa la Marca del Distributore ha guadagnato 10 punti percentuali come quota, dal 20% al 30% in relazione al resto del mercato. Siamo davanti ad una realtà industriale molto importante di grande impatto e con una valenza socio-economico molto rilevante per il sistema Paese.”

“Come uscire dalla situazione attuale dell’Europa è complicato, molto è legato allo stato dell’andamento della guerra russa in Ucraina, la diplomazia sta provando a uscirne ma sembra che sia Putin impermeabile ad ogni atto diplomatico, ogni accordo che venga incontro alle condizioni della controparte, il suo disegno oramai mi sembra evidente invadere il territorio ucraino ed essere al centro di uno scacchiere che ricorda al vecchia Unione Sovietica. Questa è la sua finalità e premessa, non gli interessa nulla degli aspetti socio umanitari e dei rapporti con gli altri Paesi e degli equilibri internazionali. E quindi è un atto violento ed è difficile scendere a miti consigli per ragionare."

"Sulle filiere italiane il problema è enorme, ci sono intere filiere legate alle catene di fornitura ucraino-russa, quella della ceramica che importa quasi tutte le materie prime dall’Ucraina, la filiera dell’acciaio, la ghisa, molti semi-lavorati vengono dall’Ucraina. Le catene alimentari il mais, il grano, noi importiamo tutto nel nostro Paese proprio da Russia e Ucraina. Quindi impatto sarà importante anche per materie prime poco discusse come il neon che è uno degli elementi sui quali si costruiscono i cip, dipende tutto dalla Russia. E come adesso funzionerà l’equilibrio internazionale sarà difficile da intravedere, quindi c’è molta preoccupazione.”

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