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Phoenix, corpi donati e parti di essi venduti da Biological Resource Center, FBI: “Nelle celle frigorifere scene frankensteiniane” - VIDEO

Mark Cwynar, ex assistente agente speciale dell’FBI a Phoenix, ha testimoniato in sede civile di aver osservato "diverse scene inquietanti" durante il blitz. Tra queste, ha raccontato di aver visto "un grande torso con la testa rimossa e sostituita con una testa più piccola cucita insieme in modo 'frankensteiniano'"

20 Febbraio 2026

A Phoenix, corpi donati alla scienza sarebbero stati smembrati e venduti a scopo di lucro dal Biological Resource Center, la struttura finita al centro di una clamorosa inchiesta federale. A denunciarlo sono gli atti della causa civile nata dopo il blitz dell’FBI del 2014, che descrivono ritrovamenti scioccanti all’interno delle celle frigorifere. Secondo la testimonianza di un ex agente, negli ambienti della struttura sarebbero state scoperte "scene frankensteiniane", con parti anatomiche cucite insieme e resti ammucchiati senza identificazione.

Phoenix, corpi donati e parti di essi venduti da Biological Resource Center, FBI: “Nelle celle frigorifere scene frankensteiniane”

Quando nel 2014 l’FBI fece irruzione nel Biological Resource Center Inc., azienda con sede a Phoenix specializzata nella gestione di corpi donati alla scienza, gli agenti si trovarono davanti a quello che un ex funzionario federale ha descritto come uno scenario sconvolgente.

Mark Cwynar, ex assistente agente speciale dell’FBI a Phoenix, ha testimoniato in sede civile di aver osservato "diverse scene inquietanti" durante il blitz. Tra queste, ha raccontato di aver visto "un grande torso con la testa rimossa e sostituita con una testa più piccola cucita insieme in modo 'frankensteiniano'".

Non solo. Secondo la sua deposizione, all’interno della struttura vi erano "parti del corpo ammucchiate una sopra l’altra senza alcuna apparente identificazione che indicasse da quali corpi provenissero o a chi appartenessero". L’ex agente ha inoltre riferito della presenza di "secchi e celle frigorifere con varie parti del corpo, incluso un secchio di teste, braccia e gambe", anch’essi privi di etichette identificative.

Particolarmente scioccante il ritrovamento di torsi maschili senza arti e genitali e di una cella frigorifera "piena di genitali maschili".

Secondo la causa civile intentata nel 2015, le famiglie dei donatori avevano ricevuto rassicurazioni precise: "Le donazioni, se accettate, sarebbero state utilizzate esclusivamente per la ricerca medica e/o scientifica", che i corpi sarebbero stati trattati "con dignità e rispetto" e che non sarebbero stati "smembrati e/o venduti a scopo di lucro".

Le autorità federali hanno invece accertato che i corpi sarebbero stati "gestiti in modo improprio, abusati, profanati e venduti per profitto". Alcuni resti, secondo l’accusa, sarebbero stati smembrati, mescolati tra loro e talvolta venduti illegalmente anche all’estero.

Più di 30 familiari hanno aderito alla causa civile depositata nella contea di Maricopa, in Arizona, chiedendo danni punitivi e risarcitori per "grave, permanente ed estrema sofferenza emotiva e mentale". Nell’atto si legge che "gli atti dei convenuti erano così oltraggiosi nel carattere e così estremi nel grado da andare oltre ogni possibile limite di decenza" e che i responsabili "intendevano causare sofferenza emotiva oppure hanno agito con temerario disprezzo rispetto alla quasi certezza che tale sofferenza sarebbe derivata dalla loro condotta".

Il proprietario della società, Stephen Gore, nel 2015 si è dichiarato colpevole di aver condotto illegalmente un’impresa. È stato condannato a 12 mesi di detenzione con pena sospesa e a quattro anni di libertà vigilata. Secondo le autorità, le attività illecite sarebbero andate avanti almeno dal 2007.

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