23 Febbraio 2026
Un report del Comittee to Protect Journalist (Cpj) ha accusato Israele di sottoporre i giornalisti palestinesi detenuti nelle carceri di Tel Aviv ad "abusi sistematici", che includerebbero "torture, stupri e negazione di cure mediche". Gli ultimi dati mostrano come circa 220 reporter siano stati uccisi da Israele dal 7 ottobre 2023 a oggi.
Un nuovo rapporto del Cpj ha accusato Israele di aver sottoposto giornalisti palestinesi detenuti ad “abusi sistematici”, tra cui torture, violenze sessuali e negazione di cure mediche. Il documento, pubblicato il 19 febbraio dall’organizzazione con sede a New York, si basa su interviste a 59 giornalisti: tutti tranne uno hanno dichiarato di aver subito torture o altre forme di violenza durante la detenzione.
Secondo la direttrice del Cpj, Jodie Ginsberg, “la portata e la coerenza delle testimonianze indicano qualcosa che va ben oltre episodi isolati”. I racconti descrivono pestaggi ripetuti, sospensioni in posizioni dolorose, esposizione prolungata a rumori assordanti – come musica ad alto volume, latrati e suoni di bombardamenti – oltre a condizioni igieniche gravemente carenti.
Undici detenuti hanno riferito di essere stati sottoposti alla pratica nota come “ghost hanging”, che consiste nella sospensione dal soffitto con le braccia legate dietro la schiena. Altri hanno raccontato di essere stati costretti a restare inginocchiati o distesi a faccia in giù per ore, talvolta sotto la pioggia o il sole diretto. Le condizioni di detenzione avrebbero portato a una perdita media di 23,5 chilogrammi per prigioniero.
Tra le testimonianze raccolte, quella del giornalista Mohammed Nafez Qaoud denuncia infezioni non curate dopo violente percosse. Un altro detenuto, il medico Nahed Abu Taima dell’ospedale Nasser di Gaza, ha riferito di essere stato costretto a eseguire interventi improvvisati utilizzando candeggina come disinfettante. Il giornalista Sami al-Sai ha accusato le guardie di violenza sessuale all’interno della prigione di Megiddo.
Il Cpj ha documentato almeno 94 giornalisti palestinesi detenuti tra ottobre 2023 e gennaio 2026, molti dei quali in detenzione amministrativa, senza accuse formali né processo. Secondo la direttrice regionale Sara Qudah, emerge “una strategia deliberata per intimidire e mettere a tacere chi racconta i fatti”.
Dall’inizio dell’offensiva israeliana su Gaza nell’ottobre 2023, quasi 220 giornalisti palestinesi sono stati uccisi.
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