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Gaza, progetto "Abrahamic Gateway" Kushner: tra 3 anni Rafah ricostruita, tra 10 anni Striscia autogovernata, ma senza palestinesi

Il piano di Kushner promette ricostruzione e integrazione regionale per Gaza, ma solleva dubbi su sovranità, finanziamenti e reale autonomia palestinese

23 Febbraio 2026

Abrahamic Gateway

Abrahamic Gateway, fonte: Telegram, @arabnews

Il genero del presidente statunitense Donald Trump, l'immobiliarista ebreo sionista milionario Jared Kushner, ha presentato alla prima riunione del Board of Peace un progetto, chiamato "Abrahamic Gateway", sulla ricostruzione di Gaza. Kushner ha proposto anche una tempistica: la pulizia della Striscia dalle macerie durerà circa tre anni, ma a quel punto la città di Rafah sarà ricostruita, insieme a un'"autostrada abramitica", che collegherà la Striscia a Israele, Egitto, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Fra 10 anni, Gaza, secondo Kushner, sarà autogovernata, ma non da palestinesi.

Gaza, progetto "Abrahamic Gateway" Kushner: tra 3 anni Rafah ricostruita, tra 10 anni Striscia autogovernata, ma senza palestinesi

Jared Kushner ha presentato una visione ambiziosa per il futuro di Gaza, illustrata in una presentazione PowerPoint che promette ricostruzione, sviluppo economico e integrazione regionale nel giro di pochi anni. Il progetto, ribattezzato “Abrahamic gateway”, immagina la Striscia trasformata in un hub commerciale collegato a Israele, Egitto, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, con estensioni fino all’India e all’Europa.

Secondo la proposta, entro il terzo anno Rafah sarebbe completamente ricostruita e Gaza connessa a una nuova infrastruttura regionale. Entro il decimo anno, la Striscia diventerebbe “autogovernata”, con industrie fiorenti, piena occupazione e alloggi per tutti. Il piano prevede anche una riforma del curriculum scolastico, orientata a promuovere “tolleranza, dignità e pace”.

Kushner, genero del presidente Donald Trump e già architetto degli Accordi di Abramo e stretto amico personale del premier israeliano Benjamin Netanyahu, propone dunque un’estensione della logica di normalizzazione regionale anche a Gaza, inserendola in un corridoio economico sovranazionale.

Tuttavia, osservatori e critici sottolineano diverse lacune. Nel piano non vi è un chiaro riferimento alla sovranità palestinese, se non nella formula “autogovernata”, senza precisazioni sul quadro giuridico e politico entro cui tale autonomia dovrebbe esercitarsi. Non viene specificato chi finanzierebbe la ricostruzione né quali attori ne trarrebbero benefici economici.

Un altro punto controverso riguarda la logistica: l’“autostrada abramiticaattraverserebbe inevitabilmente i checkpoint israeliani, mantenendo quindi il controllo dei movimenti sotto supervisione di Israele. In questo scenario, Gaza sarebbe integrata economicamente ma resterebbe dipendente dalle infrastrutture e dalle autorizzazioni di sicurezza israeliane.

Critici evidenziano inoltre l’assenza di rappresentanti palestinesi nella fase di elaborazione del progetto. Secondo diverse fonti, alla presentazione erano presenti membri della famiglia Trump e investitori, ma non esponenti della società civile o dell’amministrazione di Gaza.

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