20 Gennaio 2026
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov torna a difendere la posizione di Mosca sulla Crimea e risponde direttamente alle affermazioni del presidente americano Donald Trump. Il capo della diplomazia russa ha paragonato l’importanza strategica della penisola annessa nel 2014 a quella che la Groenlandia riveste per gli Stati Uniti. Secondo Lavrov, si tratta in entrambi i casi di questioni legate alla sicurezza nazionale. Allo stesso tempo, ha respinto le accuse su presunte mire russe sul territorio groenlandese.
La Russia non ha alcun piano di “impadronirsi” della Groenlandia e gli Stati Uniti sono ben consapevoli che né Mosca né Pechino abbiano tali intenzioni. A ribadirlo è stato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, intervenendo martedì in conferenza stampa per fare il punto sulle attività diplomatiche della Russia nel 2025, respingendo così le affermazioni del presidente americano Donald Trump.
“Non abbiamo alcun piano per conquistare la Groenlandia. Non è una nostra questione. Pensiamo che Washington sappia bene dell’assenza di simili piani sia da parte della Russia sia della Cina”, ha dichiarato Lavrov, liquidando anche le speculazioni su possibili accordi di assistenza reciproca con la Groenlandia o l’Islanda e sottolineando che non esistono le condizioni per tali intese.
Il capo della diplomazia russa ha precisato che Mosca si limita a osservare gli sviluppi attorno alla Groenlandia, senza alcun coinvolgimento diretto, respingendo le accuse secondo cui la Russia rappresenterebbe una minaccia per il territorio. Dichiarazioni che arrivano mentre Trump ha più volte rilanciato l’idea di acquisire la Groenlandia, territorio autonomo sotto il controllo della Danimarca e ricco di risorse minerarie, nonostante l’opposizione europea, sostenendo che ciò sarebbe necessario per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e per scoraggiare rivali come Cina e Russia.
Nel dibattito occidentale, la questione groenlandese è stata spesso paragonata alla Crimea. Su questo punto Lavrov è stato netto, affermando che la penisola annessa dalla Russia nel 2014 è altrettanto vitale per la sicurezza russa quanto la Groenlandia lo è per quella degli Stati Uniti. “Quando giustificano quanto sta accadendo attorno alla Groenlandia dicendo che altrimenti la Russia o la Cina la occuperebbero, non esiste alcuna prova di ciò. E in Occidente economisti e politologi stanno già smentendo queste affermazioni”, ha detto Lavrov. “Non abbiamo nulla a che fare con questa questione. Monitoreremo la situazione”.
Il ministro ha infine collegato la questione della Groenlandia alle “conseguenze dell’era coloniale”, ricordando come il territorio sia stato storicamente sotto il controllo norvegese e poi danese per secoli, prima che il suo status cambiasse a metà del XX secolo.
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