15 Gennaio 2026
Nelle strade di Teheran si protesta ormai da diversi giorni contro il regime degli Ayatollah. Tuttavia, le proteste anti-regime non sono l'unico specchio delle volontà del popolo iraniano: diversi cortei pro-Khamenei sono infatti scesi in piazza da lunedì per protestare contro gli antagonisti "anti-regime".
Tra slogan e dichiarazioni raccolte in questi giorni, alcune donne iraniane hanno preso la parola per ribadire il proprio sostegno all’attuale leadership e per respingere ogni ipotesi di ritorno dell’ex principe ereditario Reza Pahlavi. “Abbiamo cacciato tuo padre come un cane, non ti permetteremo di tornare”, affermano in un messaggio diretto all’erede dello Scià, simbolo per molti di un passato che non vogliono rivedere.
Il tono si fa ancora più acceso nelle parole rivolte agli Stati Uniti e al presidente Donald Trump. “Sono scesi 4 gatti per strada e gli abbiamo dato ciò che meritavano. Non appartengono al popolo. Dico a quell’infame (Trump): è una vita che imponi sanzioni, causando sofferenza tra le persone. Questa gente non ha nulla da perdere. Ci vuoi spaventare minacciandoci di morte? Noi desideriamo il martirio! Noi siamo la nazione dell’Imam Hussein! Siete tu e la tua gente a essere codardi. Noi siamo figlio di Haj Qassem (Soleimani)! Con cosa ci vuoi spaventare?”.
Altre dichiarazioni ribadiscono la fedeltà alla guida suprema. “Siamo scesi in supporto del nostro leader, per chi sogna la distruzione del nostro paese, sappiate che non riuscirete nemmeno ad immaginarvi la nostre fine, noi siamo tutti soldati di Khamenei”, scandiscono alcune manifestanti.
Anche una giovane donna iraniana sottolinea il senso di unità nazionale: “Sono qui per difendere il mio paese e il mio leader, noi stiamo con lui, indipendentemente dai nostri hijab”.
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