30 Marzo 2026
Il Giornale d'Italia riporta il ricordo della strage del tram 8 del 18 marzo del '44 a Roma, causata dai bombardamenti degli Alleati e raccontato sulle sue pagine all'epoca.
A Roma sul Viale del Policlinico, sulle mura antiche aureliane, c'è una sorta di riquadro più chiaro. Un tempo c'era un edicola, ora spostata, che la gente chiamava la "Madonnina dei Tramvieri". Questa edicola ricordava un evento drammatico dove i bombardamenti del' 44 da parte degli anglo-americani avevano distrutto molte vite. Il Giornale d'Italia ha raccontato questa terribile strage nel suo numero del 19-20 marzo del '44.
Una tra le tante vite spezzate in questo evento è quella di Silvio Tinari, ufficiale italiano che aveva combattuto sul fronte greco-albanese. Il pomeriggio del 18 marzo, Silvio Tinari si recò a prendere le sigarette all'Unione Militare, non lontano. Al mattino avevano già bombardato, il che lasciava presagire che il pomeriggio fosse un momento più adatto. Ma le cose andarono diversamente: avvenne in questa zona un bombardamento tattico con obiettivo le installazioni tedesche che gli Alleati pensavano fossero all'interno del Policlinico lì vicino, almeno così erano state segnalate dalla rete di spionaggio che operava a Roma.
Nel bombardamento venne colpito il tram numero 8 che stava transitando in questa zona. Non sappiamo se Silvio era a bordo del tram o stava percorrendo a piedi questo tratto. Fatto sta che il conducente del tram aprì le porte e arrestò temporaneamente il veicolo: chi riuscì a scendere si mire al riparo del muro, mentre tutto intorno le bombe scoppiavano. Sappiamo che si salvò una mamma con due bambini che probabilmente mise l'edicola (alcuni dicono invece che fu il conducente a farlo, ecco perché è la Madonna del Tranviere). Molti morirono nel bombardamento. Il mezzo riprese la sua corsa senza più conducente in una discesa che lo arresterò solo a piazza Salerno. Quando i soccorritori salirono a bordo, trovarono 40 morti. "Questo tram ha camminato da solo senza conducente, trascinando 40 cadaveri e 20 feriti", così riportò "Il Giornale d'Italia".
Silvio morì colpito da uno degli spezzoni o dalle schegge, lo trovarono ancora in vita però già non più cosciente. Lo trasportarono alla clinica, ma morì senza aver mai ripreso conoscenza. Questa è solo una delle tante storie delle persone che sono morte in questa terribile stage.
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