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"La nuova museologia", Piraina (Direttore di Palazzo Reale): "Musei emozionali e costruttori di senso"

Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale di Milano, racconta a Il Giornale d'Italia il suo nuovo libro: "La nuova museologia: le opportunità nell'incertezza: Verso uno sviluppo sostenibile"

26 Ottobre 2021

Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale a Milano, ha parlato a Il Giornale d'Italia del suo nuovo libro "La nuova museologia: le opportunità nell'incertezza: Verso uno sviluppo sostenibile" scritto insieme al museologo e storico dell'arte Maurizio Vanni.

L'obiettivo sotteso all'opera è quello di delineare una nuova filosofia museologica, secondo la quale i musei del futuro dovranno diventare vere e proprie piattaforme esperienziali, olistiche e innovative senza abbandonare le proprie funzioni istituzionali tradizionali.

Piraina (Direttore di Palazzo Reale) presenta il suo nuovo libro dedicato alla "Nuova Museologia"

“E’ un’opera dedicata alla museologia composta insieme a Maurizio Vanni durante i mesi di pandemia" - dichiara Domenico Piraina ai microfoni de Il Giornale d'Italia - "Tempo in cui abbiamo riflettuto sulla natura dei musei, se essi sarebbero stati gli stessi o se invece sarebbero mutati una volta finita la pandemia. Abbiamo un’idea di museo dinamica rispetto al passato perché accanto alle attività tradizionali come per esempio quella della conservazione, della tutela e dello studio si notano anche degli aspetti innovativi. I musei sono infatti dei costrutti sociali e le per questo cambiano le loro funzioni a seconda del tempo in cui si trovano ad essere inseriti.

Vorremmo che i musei non avessero e ospitassero più soltanto visitatori ma dei veri e propri costruttori di senso. Per questo il museo si deve aprire, deve diventare interdisciplinare, non deve più essere dominio solamente degli storici dell’arte ma deve coinvolgere anche altre figure professionali come filosofi, antropologhi.

Questo perché l’opera d’arte deve essere interpretata in maniera olistica. Vorremo dei musei più emozionali di quelli che ci sono adesso, vorremmo musei nei quali le persone possano trovarsi a proprio agio parlando loro con un linguaggio accessibile. Vorremmo quindi che il museo diventasse una visita quotidiana per tutte le persone.

Stasera inauguriamo e presentiamo due mostre questa sera con le quali completiamo l’offerta culturale autunnale che avevamo aperto con la mostra dedicata a Monet. La prima è dedicata all’ artista uruguaiano Pablo Atchugarry e la seconda di arte contemporanea dedicata alla rappresentazione del corpo che abbiamo deciso di dedicare alla memoria di Lea Vergine, critica d’arte esperta sulla tematica al centro della mostra.

Nel post pandemia abbiamo avuto una risposta positiva da parte del pubblico. Stiamo gradualmente uscendo dalla pandemia anche se ci troviamo ancora in una “normalità condizionata” perché ci sono una serie di regole restrittive a cui sottoporsi. Nonostante questo abbiamo però recuperato il nostro pubblico abituale, abbiamo ancora un rallentamento sul versante delle scuole e dei gruppi però abbiamo in generale recuperato già l’80% dei visitatori”.

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