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Crovalimab, terapia per Emoglobinuria parossistica notturna

Primo trattamento sottocutaneo per EPN con auto-somministrazione

18 Febbraio 2026

Milano, 18 feb. (askanews) - Presentata a Milano nel corso di una conferenza stampa, arriva una nuova opportunità terapeutica per le persone con emoglobinuria parossistica notturna, o EPN. AIFA ha approvato in prima linea Crovalimab, anticorpo monoclonale sviluppato da Roche, somministrabile sottocute ogni quattro settimane.

L'EPN è una malattia rara e cronica del sangue, causata da una mutazione che rende i globuli rossi vulnerabili alla distruzione, con conseguenze come anemia, stanchezza marcata e un aumento del rischio di trombosi. In Italia si stimano circa mille persone affette. Ne ha parlato la dottoressa Valentina Giai, Medico Ematologo presso la SC Ematologia - AOU Città della Salute e della Scienza di Torino - PO Molinette:

"Circa quasi vent'anni fa, c'è stato l'avvento dei primi farmaci anticomplemento e negli ultimi anni si sono studiati nuovi farmaci che stanno uscendo adesso in commercio. Uno di questi è il Crovalimab, un anticorpo monoclonale contro il C5, cioè una proteina del complemento che scatena questa distruzione dei globuli rossi. La grande innovazione del Crovalimab è il fatto che venga somministrato per via sottocutanea, diversamente dai suoi predecessori che sono somministrati invece per via endovenosa".

Oggi, grazie a Crovalimab di Roche, è possibile ridurre il carico terapeutico attraverso una somministrazione mensile anche a domicilio, con un impatto positivo sulla qualità di vita dei pazienti.

Il farmaco agisce bloccando in modo mirato la proteina C5 del complemento, garantendo un'inibizione rapida e duratura della malattia. Per chi convive con l'EPN, l'innovazione terapeutica significa più autonomia, meno accessi in ospedale e una migliore esperienza di cura. Ha parlato in merito Annalisa Lazzini, Presidente di AIEPN - Associazione Italiana Emoglobinuria Parossistica Notturna:

"Per noi la cosa più importante è la sicurezza e, soprattutto, la qualità della vita. La qualità che anche grazie ai farmaci di nuova generazione come, ad esempio, quello di cui stiamo parlando, quindi un'iniezione sottocutanea mensile, può consentire ai pazienti di poter avere una maggiore qualità di vita e ovviamente cercare di azzerare, quanto più possibile, uno dei principali sintomi che resta la fatigue".

La collaborazione tra associazioni di pazienti, clinici, istituzioni e Roche è fondamentale per offrire risposte concrete e sostenibili ai bisogni delle persone con EPN.

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