05 Febbraio 2026
Roma, 5 feb. (askanews) - "Dopo il periodo pandemico si è registrata una vera e propria 'esplosione' degli investimenti nell'emirato di Dubai, favorita dall'elevato grado di apprezzamento delle eccellenze italiane. Al 31 dicembre 2025 sono oltre 80 mila le persone che hanno scelto di trasferire qui i propri interessi economici e i propri patrimoni. Si tratta del risultato di una politica che va ben oltre le agevolazioni fiscali, fondata su una pianificazione di lungo periodo orientata ad attrarre eccellenze da tutto il mondo in un mercato particolarmente aperto agli investimenti esteri. A Dubai è possibile costituire una società in appena 36 ore, i livelli retributivi sono sensibilmente più elevati rispetto a quelli italiani ed esistono aree fiscali agevolate fortemente attrattive per imprese e professionisti. Senza trascurare il tema della sicurezza: qui la criminalità è pressoché inesistente. Chi fa questa esperienza difficilmente torna indietro". Sono le parole di Daniele Pescara, presidente di FenImprese Dubai, nel corso del webinar "Perché sempre più imprese italiane guardano a Dubai come nuova frontiera?". "L'Italia dispone di ricchezze straordinarie che, purtroppo, non vengono adeguatamente valorizzate. I contribuenti - ha aggiunto Pescara - si sentono sempre più spesso come semplici "bancomat" a disposizione dello Stato e subiscono scelte difficilmente comprensibili, come l'introduzione della flat tax per i cosiddetti "paperoni", che beneficiano di condizioni privilegiate senza un reale interesse a generare sviluppo e occupazione. In un contesto sempre più globalizzato è indispensabile creare condizioni che consentano alle imprese di competere ad armi pari con quelle degli altri Paesi. È necessario partire dall'export - ha sottolineato il numero uno di FenImprese Dubai -, attraverso accordi e agevolazioni commerciali mirate, per evitare esuberi di produzione e sostenere le migliaia di piccole attività familiari che desiderano portare i propri prodotti sui mercati esteri. Da oltre dieci anni offriamo il nostro contributo in questa direzione e rappresentiamo un punto di riferimento per gli italiani a Dubai, accompagnando le aziende che hanno la necessità di conoscere a fondo questo Paese". L'identikit di chi scegli gli Emirati Arabi Uniti è stato tracciato da Enrico Salvatore Cucinotta, AML Officer: "Le imprese che guardano con maggiore interesse a Dubai sono principalmente quelle attive nei settori dei servizi, della consulenza e della finanza. Parallelamente, un numero crescente di famiglie e liberi professionisti manifesta un interesse diretto a strutturarsi sul territorio. Si tratta spesso di realtà molto giovani, attratte dalla possibilità di cogliere nuove opportunità in mercati ad alta capacità di spesa e caratterizzati da significative agevolazioni fiscali". Secondo Beatrice Zaia, avvocato d'affari e designata alla presidenza di FenImprese Padova, "Occorre guardare al mercato di Dubai come a una realtà dinamica e trasversale. Dal 2023 gli Emirati Arabi detengono il record per volume di investimenti esteri, un dato che testimonia il forte interesse verso questo straordinario hub globale. Si contano presenze di nostri connazionali, prevalentemente nella fascia d'età compresa tra i 18 e i 35 anni, giovani professionisti e talenti che l'Italia perde, attratti da un contesto dinamico, caratterizzato da una burocrazia ridotta e da un'elevata interculturalità. Se si considerano i servizi offerti e la qualità della vita, il confronto risulta difficilmente sostenibile".
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