29 Gennaio 2026
Moni Ovadia, scrittore, è stato intervistato dal Giornale d'Italia in occasione della presentazione del libro Approdo per noi naufraghi di Elena Basile alla Feltrinelli di via Sabotino con la moderazione di Luca Greco, direttore de Il Giornale d'Italia, e Alfredo Tocchi, avvocato e editorialista de Il Giornale d'Italia. Nell'intervistata ha espresso la sua posizione sull'incarcerazione dell'architetto giordano Mohammad Hannoun, accusato di aver finanziato Hamas.
Cosa vi ha colpito di questo libro?
La necessità, cioè un libro di una chiarezza, di una capacità di analisi implacabile sulle questioni che affliggono il mondo in questo momento e c'è poco da dire, c'è da leggere e basta.
Da quali valori l'Europa dovrebbe ripartire?
L'Europa intanto dovrebbe sciogliere il legame tossico con gli Stati Uniti d'America e ritrovare le proprie radici migliori, cioè i diritti. Non dimentichiamo la rivoluzione francese.
Egalité, liberté, fraternité, ho spostato egalité prima di liberté. E dovrebbe appunto diventare il polo, perché adesso noi stiamo entrando in un polo multipolare, il polo in cui si dirimono le controversie e non fare parte delle controversie. Quindi ritrovare la sua storia e anche le grandi sofferenze di guerre ininterrotte che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale sembravano augurarci un'Europa fondata sui principi dell'antifascismo. Questi sono i principi dell'Europa.
Perché è importante prendere posizione per la liberazione dell'architetto giordano accusato di aver finanziato Hamas?
Questa è un'operazione politica. È un'operazione politica in cui i complici vergognosi della politica dello Stato sionista, che ha appena perpetrato e continua a perpetrare in altre forme un genocidio, lo compiacciono in tutto quello che chiede. I fondi di Mohammad Hannoun sono andati a una famiglia che ha avuto dei morti e loro, considerando tutti i palestinesi terroristi (anche i bambini, magari anche i feti nei ventri delle madri), si accodano a tutto quello che chiede lo Stato sionista, criticamente e in maniera veramente infame. Allora, io sono una persona libera e credo che noi dobbiamo difendere i palestinesi da questi attacchi infami e vili.
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