04 Febbraio 2026
Squadra israeliana di bob, fonte: Facebook, @Dov Lipman
Alle olimpiadi di Milano-Cortina 2026 partecipano anche atleti israeliani coinvolti come soldati Idf nel genocidio a Gaza. Sono 10 gli sportivi che arrivano dallo Stato ebraico, 5 fanno parte della squadra di bob, la prima a qualificarsi ai Giochi invernali nella storia olimpica israeliana. Tra coloro che hanno partecipato al massacro a Gaza e gareggiano alle olimpiadi c'è Ward Fawarsy, il quale compare anche in un video pubblicato dalla pagina Instagram della squadra il 13 ottobre 2023 con la descrizione: "Dobbiamo ricordarci che ciò che definisce Israele non è la tragedia, ma la nostra forza. E uno dei più cazzuti che stanno prestando servizio in prima linea in questo momento è Ward Fawarsy. Mandategli un messaggio di sostegno!".
Alcuni post social di Fawarsy parlano di "orgoglio" per gli atleti impegnati sul fronte. Due video del febbraio 2025 mostrano Adam Edelman, il primo ebreo ultraortodosso a qualificarsi ai Giochi invernali, e l'atleta di skeleton Jared Firestone, entrambi in gara a Milano-Cortina, prendersi gioco della scritta "Free Palestine" situata su un muro a Lillehammer, in Norvegia, dove i due hanno partecipato alla coppa del mondo. Edelman ha anche risposto "continua a piangere" a un utente che commentava con la bandiera palestinese.
Lo stesso Edelman ha scritto in alcuni post sui social: "Gaza è l’unico posto sulla Terra dove puoi nascondere ostaggi e 'identificarti come giornalista' o sparare razzi da un ospedale e ‘identificarti come un dottore'". E poi: "Gaza è diventata la guerra più mortale per i giornalisti la cui storia più importante è stata facilitare attivamente violenze sessuali su minori a un festival musicale".
Allo stesso tempo, il Comitato olimpico internazionale ha messo alcuni paletti sugli atleti russi e bielorussi: possono gareggiare ma solamente senza bandiera e solo su invito del Cio. Sono stati esclusi quelli ritenuti complici della guerra in Ucraina. Invece, Israele rispetterebbe la Carta olimpica perché non avrebbe violato la giurisdizione delle competizioni sportive. Un evidente doppio standard.
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