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Addio a Liliana Mabèl Bocchi, morta a 72 anni la stella del basket femminile italiano, vincitrice di 8 scudetti e della Coppa dei Campioni nel 1978

Mabèl Bocchi, leggendaria cestista italiana ma anche giornalista e sindacalista, è morta oggi nella sua casa calabrese di San Nicola Arcella (Cosenza) dopo una grave malattia degenerata in poco tempo

04 Dicembre 2025

Addio a Liliana Mabèl Bocchi, morta a 72 anni la stella del basket femminile italiano, vincitrice di 8 scudetti e della Coppa dei Campioni nel 1978

(fonte: Getty)

Si è spenta a 72 anni nella casa calabrese di San Nicola Arcella Liliana "MabèlBocchi, una delle più grandi giocatrici di basket di tutti i tempi. Protagonista indiscussa della pallacanestro femminile italiana tra gli anni SettantaOttanta, "Mabèl" ha saputo reinventarsi, passando dal giornalismo televisivo a quello cartaceo, fino a toccare punte di sindacalismo che però mai la facessero allontanare dalla sua più grande passione: lo sport.

Addio a Liliana Mabèl Bocchi, morta a 72 anni la stella del basket femminile italiano, vincitrice di 8 scudetti e della Coppa dei Campioni nel 1978

Liliana Mabel Gracielita Bocchi, o solo "Mabèl" come voleva la madre argentina, era nata a Parma il 26 maggio 1953. Il debutto nella galassia sportiva della pallacanestro - sport considerato tradizionalmente "maschile" - iniziò a soli 15 anni quando, con la Partenio Avellino, si trascinò subito in Serie A. Ma è a partire dagli anni Settanta, quando entrerà al Geas Sesto San Giovanni, che Mabèl scriverà le pagine d'oro della storia del basket azzurro femminile. col Geas, Mabèl vinse otto scudenti in nove anni - traguardo leggendario, fino al 1978 quanto, a Nizza, alzerà con le sue compagne di squadra la Coppa dei Campioni, battendo lo Sparta Praga.

Una vittoria memorabile: era la prima volta in assoluto che un club femminile italiano - di qualsiasi sport - conquistava un trofeo europeo. Detta altrimenti: la Coppa dei Campioni di Mabèl Bocchi e delle sue compagne di squadra fu il primo titolo europeo femminile da parte di una squadra sportiva italiana. Anche con la Nazionale Mabèl ha dato il meglio di sé: tre Campionati Europei e un campionato del Mondo nel 1975 in Colombia, dove la cestista venne eletta miglior giocatrice. Poi la prestigiosa onorificenza presso l'Italia Basket Hall of Fame, prima che la sua vita si aprisse altre strade.

Tra queste, una rapida incursione cinematografica a fianco di Renato Pozzetto e Adriano Celentano nel film Lui è peggio di me; e l'ingresso nel mondo del giornalismo. Fu negli anni Novanta che diventò giornalista professionista, collaborando col Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, e partecipando a programmi televisivi come La Domenica Sportiva. "Aveva una grande personalità, in squadra e anche fuori, era una leader, faceva la sindacalista sportiva quando ancora nel basket non c'era il sindacato" ha commentato con affetto Giovanni Petrucci, numero 1 della Federbasket.

Le ultime pagine della sua vita, Mabèl le ha scritte nel calore della Calabria e con la vicinanza della sorella. Ed è qui che proprio oggi si è spenta, dopo una grave malattia che l'ha colpita pochi mesi fa, degenerando in modo piuttosto rapido. Negli ultimi anni, numerosi sono stati i decessi avvenuti a seguito di tumori estremamente aggressivi, problematiche di salute in molti casi ricondotte, secondo alcuni studi, a inoculazione di vaccino anti-Covid.

Vi sarebbe infatti una comprovata correlazione causale tra sieri vaccinaliturbo cancri - oltre all'insorgere di altre patologie come, ad esempio la TM -, specie quando ad essere colpite in modo fulmineo siano persone relativamente giovani, sane e sportive.

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