19 Febbraio 2026
Cambia Uomo Cambia, la rassegna di film per il contrasto alla violenza maschile sulle donne
Cambia Uomo Cambia, la rassegna di film per il contrasto alla violenza maschile sulle donne
Il contrasto alla violenza di genere parte da una rivoluzione culturale che riguarda l’intera società nelle sue diverse articolazioni: la famiglia, i luoghi di lavoro, le relazioni umane, i mezzi di comunicazione. Il cinema, al pari di altri media, può dare un importante contributo a questa battaglia culturale, affinché la piaga della violenza sulle donne e dei femminicidi si fermi. E’ in questa ottica che una realtà associativa fiorentina, “Impariamo a dire noi, comitato civico per il contrasto alla violenza maschile sulle donne del Circolo Arci 25 aprile” organizza da tre anni, al cinema La Compagnia, Casa del Cinema della Regione Toscana, in collaborazione con il Comune di Firenze e con l’Area Cinema di Fondazione Sistema Toscana, la rassegna cinematografica “Cambia Uomo Cambia”. Sul grande schermo, dal 24 febbraio fino a metà giugno, in programma cinque film, per parlare di uomini e donne, delle loro relazioni, delle loro fragilità e dei sentimenti, per riconoscere e contrastare il fenomeno della violenza.
Il film d’apertura, martedì 24 febbraio (ore 20.30) ci porta a conoscere una storia di confini incandescenti, tra la Palestina e Israele, con il film Sarah & Saleem - Là Dove nulla è Possibile. Un viaggio lì dove l’amore tra persone di diversi territori sembra impossibile e i rapporti sentimentali sono catalogati come cospirazione politica, perché non c’è amore considerato possibile intorno alle frontiere. Saranno presenti Marisa Nicchi esponente di "Donne insieme per la pace" e Carlo Volpi del comitato “Impariamo a dire noi”.
Il secondo film Una donna promettente (10 marzo), affronta di petto il tema la violenza sulle donne e il trauma che questo lascia sulle vittime: una la cicatrice che segna dentro e che chiede vendetta. Saranno presenti Isabella Mancini, della Casa delle Donne di Firenze e Stefania Pancini in rappresentanza del Comune di Firenze.
In Soy Nevenka (28 aprile) protagonista è il potere maschile, la sua seduzione che va di pari passo con la sua violenza; un potere politico che non ammette rifiuti e non dà alle donne la possibilità di dire No. E i tribunali non saranno altro che luoghi di pena, nei quali ad essere colpevolizzata è la vittima. Saranno presenti il giornalista Benedetto Ferrara e l’esperto di cinema Carlo Pellegrini.
Dalla Francia arriva il film L’attachement (26 maggio) una storia di amore e affetti, stavolta senza proprietà e possesso. Di relazioni che restano dentro anche quando finiscono. L’amore, in un certo senso, non è mai sprecato. Si deposita e crea trame calde di rapporti umani, capaci di tenerezza. Saranno presenti l’attrice Daniela Morozzi e il filosofo Neri Pollastri.
Chiude la rassegna Paternal Leave (giugno, data da stabilire all’interno dell’arena estiva), film grazie al quale si parla dei padri. Della difficoltà di esserlo, di accettare la responsabilità di un’altra vita della quale prendersi cura. In un paesaggio desolato, una ragazza chiede di capire, pretende che le venga spiegato perché non è mai stata accettata e voluta. Un percorso che farà emergere la fragilità degli adulti. Saranno presenti la Counselor e Presidente di “A cuore aperto APS” Ornella Marini e lo psicologo e psicoterapeuta del “CAM – Centro Ascolto Uomini Maltrattanti”, Rossano Bisciglia.
Al termine di ogni film ci sarà uno spazio per riflettere e discutere insieme, per provare a immaginare percorsi di soluzioni possibili per fermare la violenza, per immaginare un altro modo di essere uomini, padri, amanti. Non violenti. Un po’ migliori e un po’ più felici.
«Il contrasto alla violenza maschile sulle donne è prima di tutto una sfida culturale che riguarda l’intera società. Per questo la Regione Toscana sostiene con convinzione iniziative come “Cambia Uomo Cambia”, ospitata al Cinema La Compagnia, Casa del Cinema della Regione Toscana: una rassegna che utilizza il linguaggio potente del cinema per interrogare modelli, stereotipi e relazioni” – afferma Cristina Manetti, Assessora alla Cultura della Regione Toscana. Attraverso le storie raccontate sul grande schermo si aprono spazi di consapevolezza e confronto, indispensabili per promuovere un cambiamento profondo nei comportamenti e nelle mentalità. Investire in cultura significa anche questo: creare occasioni di dialogo, coinvolgere uomini e donne in una riflessione condivisa, sostenere percorsi che mettano al centro il rispetto, la responsabilità e la libertà. Solo con un impegno costante, che unisce istituzioni, associazioni e cittadinanza, possiamo contribuire a costruire una società più giusta, capace di prevenire la violenza e di affermare una cultura delle relazioni fondata sulla parità e sulla dignità di tutte e tutti.»
PROGRAMMA “CAMBIA UOMO CAMBIA”
24 FEBBRAIO – ORE 20.30
Sarah & Saleem - Là Dove nulla è Possibile, di Muayad Alayan.
Con Adeeb Safadi, Sivane Kretchner, Ishai Golan. Palestina, 2018, durata 127 minuti Saleem è un palestinese con problemi di soldi, sposato con una studentessa in attesa di un bambino. Lei, Sarah, gestisce in proprio una piccola attività commerciale dove lui consegna il pane, ha una figlia piccola ed è sposata con un ufficiale dell’esercito israeliano. S'incontrano, si piacciono, in qualche modo si riconoscono, fanno l’amore una volta la settimana nel furgone di lui. Ma sono amori difficili quelli che attraversano le frontiere e il privato (non il personale) diventa politico. La logica maschile della guerra non può permetterlo. Introducono la riflessione Marisa Nicchi e Carlo Volpi.
10 MARZO – ORE 20.30
Una donna promettente, di Emerald Fennell. (Titolo originale: Promising Young Woman)
Con Carey Mulligan, Bo Burnham, Laverne Cox. USA, 2020, durata 108. Cassie ha abbandonato gli studi di medicina e nel suo passato c’è un trauma che riguarda la sua amica del cuore e che la blocca in un presente doloroso, che oggi chiede giustizia. Gira la notte per locali fingendosi ubriaca, in modo da rappresentare una donna “facile” per gli uomini che si trova dintorno e che, ovviamente, provano ad approfittarsene. C’è solo un vecchio compagno di studi che sembra lontano dalla cultura dello stupro, almeno apparentemente. Introducono la riflessione Isabella Mancini e da Stefania Pancini.
28 APRILE – ore 20.30 Il mio nome è Nevenka, di Icíar Bollaín. Con Mireia Oriol, Urko Olazabal, Ricardo Gómez. Spagna, Italia, 2024, durata 112 minuti Titolo originale: Soy Nevenka.
1999, Spagna. Nevenka Fernandéz, laureata in economia, accetta di entrare in lista per il consiglio comunale di una cittadina. Il sindaco comincia ad avere un’attenzione particolare verso di lei e lei inizialmente accetta, dando così inizio ad una relazione. Ma poi Nevenka non sopporta più il disagio che vive. Solo che il politico non ammette rifiuti e le rende la vita impossibile. Anche pubblicamente. Si finisce in tribunale, ma sarà solo un altro inferno: “Se c’è stata una relazione come può esserci una violenza?”. Non si può più, quindi, dire basta, nella cultura maschile della proprietà, trasformando una relazione non più desiderata in una sorta di prigione senza via d’uscita. Introducono la riflessione Benedetto Ferrara e Carlo Pellegrini.
26 MAGGIO – ore 20.30 L’attachement, di Carine Tardieu Con Pio Marmaï, Valeria Bruni Tedeschi, Vimala Pons. Francia, Belgio, 2024, durata 106 minuti
Sandra vive sola. Gestisce una libreria, ha compagni occasionali ma non relazioni false. Quando la sua vicina di casa si precipita in ospedale a partorire, lei e il marito le affidano il figlio Elliott di cinque anni. La madre di Elliott però muore durante il parto e Sandra finirà per far parte di questa famiglia strampalata. Ma resta alla fine molta dolcezza nelle relazioni di Sandra, nella sua solitudine densamente popolata. Sono rapporti che resistono anche agli abbandoni, e lasciano un senso di appartenenza alla vita degli altri che fa bene all’anima.
Introducono la riflessione Daniela Morozzi e Neri Pollastri.
GIUGNO (data da definire) Paternal Leave, di Alissa Jung. con Juli Grabenhenrich, Luca Marinelli, Arturo Gabbriellini. Germania, Italia, 2025, durata 113' Leo, quindicenne berlinese piena di energia che vive sola con la madre, non appena viene a sapere qualcosa di suo padre, prende un treno e arriva sulla riviera romagnola per incontrarlo. Arriva con un quaderno pieno di domande e vorrebbe risposte, capire perché l’ha abbandonata. Non sarà facile. Paolo, suo padre, ha una nuova famiglia, anche quella un po' strampalata, con cui spera di non ripetere gli stessi errori. E poi c'è Edoardo, altro adolescente in crisi con il padre. Lui e Leo cercheranno di esistere in mezzo a questo disastro di adulti, per essere sé stessi. Neanche questo sarà facile. Introducono la riflessione Ornella Marini e Rossano Bisciglia. Di Andrea Cianferoni
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