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Argentina lascia l'OMS allineandosi con scelta Usa: contestata gestione della "pandemia", Milei: "Vogliamo sovranità sanitaria"

L'Argentina, che ogni anno pagava al fondo dell'OMS circa 10 milioni di dollari, ha ufficialmente reciso i rapporti con l'organismo dopo aver presentato, un anno fa, richiesta di recesso. All'origine della scelta la cattiva gestione della "pandemia", i vaccini contro il Covid, e le accuse di promuovere politiche progressiste in ambiti di salute, farmaci e medicina

19 Marzo 2026

Argentina lascia l'OMS allineandosi con scelta Usa: contestata gestione della "pandemia", Milei: "Vogliamo sovranità sanitaria"

L'Argentina di Javier Milei si è ufficialmente ritirata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), rappresentando così il secondo Paese membro dopo gli Usa a lasciare l'Istituto ONU specializzato in salute. La richiesta di recesso, presentata al Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres lo scorso 17 Marzo 2025, era seguita a una serie di profonde divergenze sollevate dal Presidente argentino Milei verso l'organizzazione, una in particolare: la gestione della "pandemia" da Covid-19 le cui misure relative a lockdowndistanziamento socialemascherine vaccini avevano limitato eccessivamente la libertà personale, nonché pregiudicato la salute individuale al punto da essere definite da Milei "ideologie della quarantena delle caverne".

Argentina lascia l'OMS allineandosi con scelta Usa: contestata gestione della "pandemia", Milei: "Vogliamo sovranità sanitaria"

Fuori dall'OMS non ci sono più solo gli Stati Uniti, il cui recesso è diventato definitivo lo scorso 22 Gennaio dopo 78 anni di partecipazione e finanziamenti all'Oms (World Health Organization). Ora a seguire le tracce del Presidente Usa Donald Trump c'è Javier Milei, suo stretto alleato, che un anno fa, nel Febbraio 2025, annunciava la decisione di volersi togliere dall'Organizzazione accusandola di promuovere politiche progressiste in ambiti di salute e medicina. L'ufficialità è giunta martedì 17 Marzo con un annuncio arrivato da Pablo Quirnoministro degli Esteri, sulla piattaforma X: "Oggi diventa effettivo il ritiro dell'Argentina dall'Organizzazione mondiale della sanità, a distanza di un anno dalla notifica formale presentata dal nostro Paese". Tuttavia, precisa Quirno nel post, "Il nostro Paese continuerà a promuovere la cooperazione internazionale in campo sanitario attraverso preoccupazioni bilaterali e regionali, tenendo pienamente conto dell'assistenza sanitaria e della capacità decisionale in materia di politica sanitaria".

Al centro dell'insoddisfazioni di Milei verso l'OMS non vi è solo il dissentire verso una gestione scorretta della "pandemia" al tempo dei vaccini Covid, causa di malori e morti improvvise nei pazienti inoculati (un anno fa il Presidente argentino dichiarava: "Le ideologie della quarantena delle caverne hanno comportato uno dei crimini contro l’umanità più stravaganti della storia”), ma limitazioni imposte dall'organismo alla stessa sovranità argentina in materia sanitaria e farmaceutica. Una motivazione contestata da oppositori di Milei, che hanno ricordato come le linee-guida dettate dall'OMS non siano in realtà giuridicamente vincolanti. Al centro però delle contestazioni di Milei vi sono anche le accuse di promozione di politiche progressiste: qualcosa di molto simile era stato contestato dagli stessi Usa, che avevano definito l'organismo "politicizzato" nonché "incapace" di "dimostrare indipendenza dall'inappropriata influenza politica degli stati membri dell'Oms".

L'uscita dell'Argentina dall'Oms costituisce un altro significativo segnale dato all'organismo sanitario mondiale, certo in parte influenzato dall'attore Usa trumpiano. Buenos Aires, a differenza di Washington, contribuiva al fondo Oms con 10 milioni di dollari all'anno. Ora restano, a fare parte dell'organismo, ancora 194 Stati.

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