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Riforma giustizia Cartabia, arriva la fiducia del Governo

Questa sera di lunedì 2 agosto arriva il voto con l'obbiettivo di arrivare all'ok definitivo nella giornata di martedì

02 Agosto 2021

Riforma giustizia Cartabia, arriva la fiducia del Governo

Arriva la fiducia del Governo per la riforma della giustizia Cartabia. Dopo una domenica di fuoco, fatta di consultazioni, dibattiti e un'opposizione decisamente insoddisfatta ora si attende l'arrivo di questa sera di lunedì 2 agosto per arrivare, salvo imprevisti, all'ok definitivo nella giornata di domani. Il Cdm ha posto la fiducia in Aula alla Camera su ciascuno dei due articoli della riforma della giustizia. Si voterà poi nella serata di lunedì con due chiame successive a partire dalle 22.30.

Riforma giustizia Cartabia, arriva la fiducia del Governo

Ma all'interno degli schieramenti parlamentari manca ancora coesione sull'accordo definitivo, anzi. La tensione nell'aria è palpabile, e da subito ci sono stati degli intoppi nella discussione. I deputati di Alternativa C'è hanno occupato i banchi del governo come gesto di protesta contro la riforma, mentre i deputati del gruppo di minoranza, ex appartenenti al gruppo M5s, protestano contro la limitazione degli spazi del Parlamento. La seduta è ripresa quasi subito, con l'invito del presidente della Camera Roberto Fico a sgombrare i banchi del governo. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà ha annunciato la questione di fiducia protetto dai commessi mentre i deputati di Alternativa C'è urlavano "vergogna, vergogna". La protesta si è però chiusa dopo pochi minuti.

Della riforma Cartabia, però, non passerà tutto. La Camera dei deputati ha bocciato le pregiudiziali di costituzionalità presentate alla riforma della giustizia con 357 voti contrari. I voti favorevoli sono stati 48.

Riforma giustizia Cartabia, prove di coesione nel nuovo M5s

Il M5s di Giuseppe Conte è sicuramente il protagonista di questa discussione, dove verrà messa alla prova la capacità dell'avvocato di tenere insieme il Movimento e dargli coesione per ottenere i risultati sperati sulla riforma. L'accordo sul provvedimento che approda in Aula alla Camera dovrebbe essere ormai "blindato" ma nel governo l'attenzione rimane altissima soprattutto nei confronti di possibili strappi all'interno dei nuovi pentastellati a guida Conte.

"Adesso tutti rispettino i patti", ha chiesto la Guardasigilli, Marta Cartabia, nel corso di un forum con la Repubblica. Il timore è che ci possa essere qualcuno o qualche partito che possa mettere nuovi paletti e aprire nuove questioni all'ultimo minuto. Arriva nella gironata di domenica, infatti, l'emendamento proposto dall'esponente di Forza Italia Pierantonio Zanettin in cui si chiedono "criteri più stringenti" per la riapertura delle indagini. Una previsione che potrebbe sollevare ulteriori dubbi tra chi nei M5s ha dovuto rinunciare a un'esplicito riferimento ad un allungamento dei tempi di prescrizione per i reati contro la Pa e che intanto, ad esempio, si uniscono a Leu per chiedere di dare più tempo ai processi per le catastrofi ambientali.

Nella riunione con il suo gruppo l'ex premier Giuseppe Conte ha fatto il punto sulle posizioni del Movimento nei confronti della riforma Cartabia. L'assemblea, hanno chiarito i pentastellati, era stata richiesta da tempo soprattutto per condividere con i gruppi le decisioni e le trattative che erano state portate avanti da un gruppo ristretto di esponenti. "Il confronto sulla riforma della giustizia è stato un passaggio durissimo fino alla fine del confronto", ha detto Giuseppe Conte in assemblea con i deputati e i senatori M5S. "Devo dire che siamo usciti da una situazione difficile in cui non si mostrava alcuna via d'uscita". Conte ha poi aggiunto: "Qualcuno dice che abbiamo accettato un compromesso al ribasso: questa è una rappresentazione assolutamente falsa".

Riforma giustizia Cartabia, Conte: "Chi vuole bene al M5s partecipa compattamente"

Il neo leader dei pentastellati ha espresso contrarietà per l'assenza di quaranta deputati cinque stelle in Aula: "Oggi c'è stato un episodio che non mi è piaciuto. È vero che era domenica, che la nostra presenza non era fondamentale ma noi la nostra forza politica la dimostriamo con la compattezza. Chi vuole bene al M5s partecipa alle votazioni ed ai processi decisori compattamente, esprimendo la nostra linea". E sul voto sul web dice: "Questo passaggio sulla riforma della giustizia non merita una votazione sul web: la riforma rimane la riforma Bonafede e quindi non tradiamo nessun valore e non tradiamo nessun principio. Non possiamo presentarci e svolgere l'attività politica, istituzionale e di governo se ogni volta dobbiamo passare per il voto sul web".

"Quando ragioniamo di queste cose, come la giustizia, vi dovete fidare di chi ha le competenze. Bisogna partire dalla conoscenza tecnica approfondita delle questioni altrimenti andiamo avanti a slogan come tutti gli altri e smettiamo di fare politica. Noi andiamo avanti a competenza e capacità. E cuore", ha detto Conte ai suoi compagni del Movimento. "Io ho l'impressione che molte delle reazioni che ho ascoltato siano frutto di pressioni che arrivano dai social, dalla base. Ma noi dobbiamo agire con la conoscenza, altrimenti smettiamo di fare politica", ha aggiunto.

Insomma, non si scherza con le posizioni del M5s. Nel corso dell'assemblea con i parlamentari M5s, Conte si è infatti scagliato contro Alessandro Melicchio, che oggi ha votato in dissenso con il gruppo sulle pregiudiziali di costituzionalità, dicendo: "Con il tuo voto hai mancato di rispetto a tutti i tuoi colleghi ed è arrogante e presuntuoso pensare che la tua coscienza sia più importante di quella collettiva e dei tuoi colleghi. D'ora in poi queste cose devono cambiare!".

Anche l'ex Guardasigilli Alfonso Bonafede è intervenuto all'assemblea dei parlamentari M5s sulla riforma della giustizia Cartabia. "Con tutte le difficoltà che ciascuno di noi può vivere io dico a chi mi chiede cosa farò: io voterò la fiducia, darò il mio voto favorevole orgoglioso di far parte di un gruppo che ha deciso di contare su una questione importante come la giustizia". E ha aggiunto: "Io ho deciso di dare il mio contributo tecnico di fronte al bivio che si poneva al M5s: quello di "incidere" o di restare "passivo" ad assistere a quello che sarebbe stata la riforma con la consapevolezza che siamo in una maggioranza in cui su questi temi c'è una differenza di prospettive netta". "Di fronte ad un rischio, se io ho la possibilità di ridurre drasticamente i danni e forse di ridurli totalmente, di azzerare il numero di tutta quella fetta di processi che sarebbero andati in fumo, non posso dire che non faccio nulla perchè non è quello che avrei voluto".

Intanto tra le fila degli altri partiti c'è già chi ironizza sulle ultime diatribe interne al Movimento, da poco giunto a una coesione tra le parti e a un nuovo statuto. "I Cinque stelle ormai allo sbando, se non credono più a Draghi, alle riforme e all'Italia lascino il governo e le poltrone", ha commentato il leader leghista Matteo Salvini, direttamente da Milano Marittima, dove si trovava per la festa della Lega Romagna.

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