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Riforma Cartabia, retromarcia M5s, Conte: "Non canterei vittoria"

Dopo l'arrivo della riforma della Giustizia in Cdm, l'ex premier si schiera con i pentastellati insoddisfatti dalle clausole sulla prescrizione

10 Luglio 2021

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Giuseppe Conte (fonte LaPresse)

Ancora venti di tempesta sulla riforma Cartabia, dopo che la retromarcia del M5s richiede di rivedere gli aspetti sulla prescrizione. Al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria Giuseppe Conte si è dichiaratamente messo dalla parte del Movimento, suffragando quanto dichiarato dai compagni pentastellati: "Apprezzo il lavoro della ministra Cartabia, si è molto impegnata, ma io non canterei vittoria, non sono sorridente sull'aspetto della prescrizione, siamo ritornati a una anomalia italiana."

Raggiunto anche per commentare sulla querelle con Grillo, l'ex premier ha poi aggiunto: "La leadership del M5s? "Ci stiamo lavorando." Ancora incerta quindi la piramide delle cariche interne al Movimento, che rischia di avere ripercussioni sull'andamento delle sue posizioni al Governo. Non per niente, proprio con la riforma Cartabia molti dentro al M5s hanno visto nel mancato accordo sulle prescrizioni una deriva confusionaria.

Riforma Cartabia, retromarcia M5s, Conte: "Non canterei vittoria"

Non solo Conte si dichiara insoddisfatto. Anche l'ex ministro Alfonso Bonafede attacca la riforma nei suoi nodi più critici, dove rischia di rimanere lo status quo: "Ho sinceramente apprezzato i tentativi della ministra Cartabia di trovare una sintesi oggettivamente difficile." E aggiunge: "Tuttavia, è evidente (e legittimo) che sulla prescrizione la pensiamo in maniera diversa. La norma votata ieri rischia di trasformarsi in una falcidia processuale che produce isole di impunità e che allungherà i tempi dei processi e concederà un po' di tempo in più per i reati di corruzione.

Infine, un rammarico per la deriva del Movimento: "È veramente troppo poco perché troppo lontano da quello che abbiamo realizzato. Ieri il M5s è stato drammaticamente uguale alle altre forze politiche, ha annacquato la battaglia". Non è chiaro quanto la dichiarazione, rilasciata attraverso i canali social, abbia a che vedere con le due teste del Movimento, Grillo e Conte. Anche se emerge, sentimento comune a molti dei pentastellati in queste ultime settimane, forte incertezza sul futuro della propria agenda politica.

Scontro leadership M5s, Conte: "Trovare una soluzione, prometto chiarezza"

"Sul quadro dei principi che consentirà alla comunità dei Cinque stelle di riprendere la sua forza propulsiva serve un sistema molto chiaro", ha insistito l'ex premier Giuseppe Conte.  "È la premessa per tutto quello che verrà fatto dopo, una premessa indispensabile, definire bene i contorni, i ruoli", precisa. Niente indecisione quindi, se fosse Conte a tenere il timone del partito.  
 
Conte ha infatti voluto precisare la sua posizione, definendola chiara e aperta al confronto, ma senza retrocedere sui punti più importanti: "Se queste posizioni saranno pienamente condivise io ci sono, altrimenti no".  Quello che emerge è soprattutto la voglia di chiudere una bagarre che sembra durare secoli, e che sta colpendo il Movimento nella sua totalità. "Se io ci sarò, con il Movimento 5 Stelle, state tranquilli che il progetto politico sarà chiaro, avrà una forte identità, chiarezza di principi, e nessuno potrà permettersi di dire che il Movimento 5 Stelle è la forza dei veti ideologici, pregiudiziali. Sarà una forza, se potremo confermare questa collaborazione, ancora più innovatrice del passato", continua Conte.

"Si cerca sempre la contrapposizione 'Conte contro Draghi'. Ma qui non è Conte contro Draghi", precisa l'ex premier riguardo le indiscrezioni sulla leadership di Governo attuale, "si tratta di confrontarsi su principi e trovare delle soluzioni." E infine: "Penso che nessuno debba permettersi di dichiarare che si vuole fare un attacco al governo Draghi se semplicemente si vuole fare politica e invocare una legittima dialettica democratica che avverrà in Parlamento." 

 

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