26 Gennaio 2026
Andrea Montanino, Chief Economist and Director Strategie settoriali e Impatto CDP
Un nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di CDP analizza il settore della robotica, considerato strategico e tecnologicamente avanzato, in cui l’Italia occupa una posizione rilevante. Lo studio evidenzia come i prodotti di questo comparto abbiano un ruolo significativo sia nell’industria sia nella fornitura di servizi alle imprese e ai consumatori. Particolare attenzione viene riservata all’impiego di robot umanoidi e di dispositivi sempre più smart, in grado di interagire con l’ambiente circostante. Secondo il documento, per mantenere la competitività nella robotica, l’Italia e l’Unione Europea potrebbero dover incrementare gli investimenti in intelligenza artificiale e definire strumenti di politica industriale mirati al settore.
La robotica, settore dove Europa e Italia rivestono un ruolo di primo piano a livello mondiale, può rappresentare per il Vecchio Continente una leva per affrontare efficacemente l’attuale congiuntura? Questo ed altri interrogativi sono al centro del nuovo brief della Direzione Strategie Settoriali e Impatto di CDP, che analizza il ruolo strategico della robotica, atteso in forte accelerazione nei prossimi anni.
La robotica è una branca della meccatronica dominata storicamente da robot industriali, dispositivi in grado di eseguire movimenti e manipolazioni con un certo livello di autonomia impiegati in ambienti industriali, ma dove parallelamente si è sviluppato sempre di più il segmento dei robot a uso professionale, impiegati in ambienti non industriali ma che richiedono una formazione specifica per essere utilizzati, e ad uso domestico o di consumo, in quanto utilizzati direttamente dai consumatori finali.
Gli scambi commerciali globali della robotica ammontano a 80 miliardi di dollari (dati a fine 2024) e vedono l’UE al primo posto tra gli esportatori davanti a USA e Cina, mentre gli Stati Uniti sono il primo importatore, seguiti da Europa e Cina.
Nell’industria globale, Unione Europea e Giappone sono specializzati nei segmenti a elevato contenuto tecnologico (il cd. super assemblaggio), dalla Cina provengono materie prime, prodotti lavorati e componentistica, gli Stati Uniti invece primeggiano nella fornitura dei semilavorati e nella fase di assemblaggio. In questa cornice l’Italia, secondo produttore di robot industriali e secondo mercato per numero di installazioni in UE, nonché sesto esportatore al mondo, è un’eccellenza sostenuta da attività produttive specializzate e da un articolato ecosistema dell’innovazione, che lo posizionano come uno dei primi dieci Paesi al mondo per numero di brevetti.
Posto che la domanda globale si sta focalizzando su dispositivi sempre più smart e in grado di interagire in autonomia con l’ambiente circostante e su robot umanoidi, queste prospettive di sviluppo possono rappresentare una leva strategica per l’Italia e per l’Unione Europea al fine di mantenere il loro attuale vantaggio competitivo. Per sostenere il settore, risulta importante sviluppare ulteriormente le competenze nel campo dell’AI, favorire la collaborazione tra i centri di ricerca europei e assicurare adeguati investimenti pubblici e privati.
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