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Benetton, diritti di voto di Ricerca passano da Luciano ai figli; Alessandro alla guida della società con portafoglio di partecipazioni da €13 mld

Escluso dalla governance il figlio Brando, nato dalla relazione fra Luciano e l’imprenditrice Marina Salomon, al quale saranno garantiti privilegi di tipo patrimoniale, ma non diritti di voto né ruoli nell'amministrazione della società

26 Gennaio 2026

Benetton, diritti di voto di Ricerca passano da Luciano ai figli; Alessandro alla guida della società con portafoglio di partecipazioni da €13 mld

Alessandro Benetton, Ceo holding Edizione

Il diritto di voto su Ricerca, la cassaforte della famiglia Benetton che controlla asset per 13 miliardi di euro, passa ufficialmente nelle mani della seconda generazione. Con questa mossa, il fondatore Luciano Benetton completa il riassetto della governance, affidando la guida operativa e strategica al secondogenito, Alessandro Benetton.

Il riassetto della governance nel Gruppo Benetton

Il processo di riorganizzazione dei vertici del Gruppo Benetton giunge a una fase conclusiva attraverso la ridefinizione dei diritti di voto all'interno di Ricerca, la cassaforte del ramo di Luciano Benetton. Questa società rappresenta il nucleo strategico del ramo, detenendo il 20% di Edizione e supervisionando un portafoglio di partecipazioni globali, tra cui Mundys, Avolta e Generali, stimato oltre i 13 miliardi di euro. L'operazione formalizza il trasferimento del potere decisionale ai figli del fondatore, consolidando la posizione di Alessandro Benetton quale figura centrale nel coordinamento delle attività di famiglia e della holding Edizione.

La nuova ripartizione dei diritti di voto

L'architettura societaria di Ricerca prevede una suddivisione paritetica delle quote tra i quattro figli (Alessandro, Mauro, Rossella e Rocco). Come riportato da Milano Finanza, fino a poco tempo fa Luciano Benetton esercitava il controllo effettivo tramite l'usufrutto sul 65% delle azioni, che gli garantiva la maggioranza nelle assemblee. Con gli accordi perfezionati a fine 2025, il fondatore ha stabilito che la facoltà di voto passi interamente ai figli, pur mantenendo il diritto ai dividendi. Questa scelta accelera il passaggio generazionale della gestione operativa, affidando la piena responsabilità dell'azionariato alla seconda generazione.

La posizione di Brando Benetton

Il riassetto segue una profonda modifica dello statuto approvata nella primavera del 2025, finalizzata a blindare la continuità gestionale della holding. Le nuove regole definiscono i requisiti per la partecipazione alla governance, limitando l'esercizio del controllo ai quattro rami familiari storici. Per quanto riguarda le altre discendenze, come nel caso del figlio Brando (nato dalla relazione fra Luciano e l’imprenditrice Marina Salomon), la struttura prevede l'assegnazione di azioni di nuova emissione che, pur garantendo privilegi di tipo patrimoniale, non conferiscono diritti di voto né ruoli nell'amministrazione della società.

Verso una gestione semplificata

La rinuncia di Luciano Benetton all'incidenza diretta sulle assemblee assembleari conferisce coerenza formale a una strategia di successione pianificata da tempo. L'obiettivo è prevenire potenziali frammentazioni decisionali e rischi legali, e orientandosi verso la parità di trattamento, garantisce al contempo che Alessandro Benetton, già amministratore delegato della cassaforte del proprio ramo e di Edizione, possa operare con una legittimazione piena. In questo modo, il gruppo si assicura una struttura di comando lineare e una visione unitaria nella gestione delle proprie attività industriali e finanziarie. 

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