16 Gennaio 2026
Livio Negro, Presindente Fondazione Cassa di Risparmio di Asti
La Fondazione Cassa di Risparmio di Asti ha ufficialmente aperto l'iter per il rinnovo della maggioranza del consiglio di amministrazione dell'istituto di credito, il cui mandato terminerà il prossimo aprile. L’ente astigiano, che detiene la quota di maggioranza relativa con il 30,1%, ha confermato di aver affidato già dallo scorso novembre a Spencer Stuart il compito di agire come head hunter.
Sotto la presidenza di Livio Negro, la Fondazione entra ora nel vivo della fase operativa per esaminare i potenziali candidati che guideranno la banca nei prossimi anni.
Il processo di individuazione dei profili si baserà su rigidi parametri di trasparenza e competenza, con l’obiettivo di presentare una lista che includa anche il ruolo dell'amministratore delegato. Spencer Stuart supporterà l'ente nella definizione della struttura ideale del board, assicurando che ogni figura rispetti i criteri di "fit & proper" e la matrice delle abilità professionali richiesta. L'invio delle candidature è fissato entro il termine del 20 febbraio. Questa strategia risponde inoltre alle recenti indicazioni di Banca d’Italia, che esorta le istituzioni finanziarie a un ricambio generazionale e a un potenziamento delle competenze tecniche per affrontare un mercato e un quadro normativo sempre più complessi.
Secondo le linee guida tracciate da Livio Negro, il nuovo consiglio di amministrazione avrà come compito prioritario la stesura di un piano industriale capace di incrementare la redditività della Cassa. Un miglioramento delle performance finanziarie è considerato essenziale affinché la Fondazione possa disporre di maggiori risorse da destinare alle erogazioni per la comunità locale. Il Presidente Negro ha inoltre annunciato l’intenzione di avviare un confronto aperto con il territorio per discutere le prospettive future e il ruolo sociale dell'istituto.
Il futuro dell'azionariato della banca rimane strettamente legato alla necessità della Fondazione di ridurre la propria partecipazione per conformarsi al protocollo Acri-Mef. Con il supporto dell’advisor Equita, l’ente sta valutando diverse strade per diversificare il proprio patrimonio, non escludendo la vendita totale della quota. Una simile decisione, se condivisa con gli altri soci istituzionali come le Fondazioni di Biella, Vercelli e Crt, potrebbe aprire la strada a una cessione integrale della Banca di Asti.
L'interesse attorno alla banca piemontese ha già attirato l'attenzione di grandi gruppi come Banco Bpm (già presente nel capitale con il 9,9%), Credem e Unicredit, sebbene al momento non siano state formalizzate proposte d'acquisto. Nel frattempo, la stessa Cassa di Risparmio di Asti ha mostrato dinamismo sul fronte esterno, completando recentemente l'acquisizione dell'80% di Credit Data Research Italia. Questa operazione segna un rafforzamento strategico nell'offerta di servizi consulenziali rivolti alle piccole e medie imprese.
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