13 Gennaio 2026
Carlo Demartini, AD Banca di Asti
La Cassa di Risparmio di Asti ha consolidato la propria presenza nel comparto dei servizi alle imprese attraverso l’acquisizione dell’80% di Credit Data Research Italia (Cdr). La società specializzata nel supporto alle pmi per l’accesso alle agevolazioni finanziarie punta all’ampliamento dell’offerta di consulenza strategica. L’operazione è stata seguita da EY.
Il legame tra CariAsti e Cdr non è nuovo: le due realtà collaboravano già dal 2018. La banca piemontese ha ora scelto di consolidare il rapporto assumendo il controllo della società. A valle dell’operazione, Carlo Spagliardi, fondatore di Cdr, manterrà una partecipazione del 5%, quota che resterà anche in capo alla società britannica Credit Data Research, mentre Crif deterrà il restante 10% del capitale.
Secondo l’amministratore delegato della Banca di Asti, Carlo Demartini, l’acquisizione si inserisce in modo coerente nel piano strategico triennale dell’istituto, che punta a un rafforzamento nel segmento corporate. L’obiettivo, ha spiegato, è ampliare l’offerta di consulenza strategica e gestionale rivolta alle pmi, mettendo a disposizione soluzioni personalizzate in grado di accompagnare le imprese nei percorsi di investimento e crescita.
Dal lato di Credit Data Research, l’ingresso di CariAsti nel capitale è visto come un’opportunità per migliorare il posizionamento competitivo e consolidare ulteriormente la presenza sul mercato nazionale. La società, che già annovera tra i propri clienti gruppi bancari come Mps, Credem e Bper, intende sviluppare nuovi servizi dedicati alle imprese. Spagliardi ha sottolineato come la collaborazione con la Banca di Asti sia consolidata da tempo e come l’operazione sia destinata a generare vantaggi per entrambe le parti. Ha inoltre confermato che il piano di sviluppo di Cdr resta invariato: è previsto un ampliamento dell’organico, una maggiore prossimità alle aziende clienti e una crescita anche attraverso acquisizioni. Spagliardi continuerà a ricoprire i ruoli di consigliere e direttore generale.
L’operazione su Cdr potrebbe non rappresentare un caso isolato nella strategia di crescita di CariAsti. Demartini ha infatti lasciato intendere che non sono escluse ulteriori acquisizioni, ricordando come la banca abbia recentemente aperto nuove filiali in aree considerate strategiche, come Veneto e Liguria, e come intenda proseguire su questa traiettoria di sviluppo.
Le prospettive future dell’istituto dipenderanno anche dalle scelte della Fondazione CariAsti, primo azionista con una quota del 31,8%. Il ceo ha richiamato le intenzioni della Fondazione di ridurre gradualmente la propria partecipazione per allinearsi alle indicazioni Acri-Mef in materia di concentrazione degli investimenti. In questo contesto, Demartini ha espresso fiducia nel fatto che eventuali decisioni verranno prese salvaguardando gli interessi economici e sociali del territorio di riferimento.
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