14 Gennaio 2026
Nel 2026 l’economia globale si prepara a entrare in una fase di crescita moderata ma sostenuta: secondo Allianz, il mondo “si piega, ma non si spezza”. Le politiche fiscali e monetarie più accomodanti, bilanci solidi del settore privato e fattori strutturali legati all’intelligenza artificiale sosterranno la crescita, mentre l’inflazione resterà disomogenea, alta negli Stati Uniti e in calo in altre aree. L’incertezza economica e politica rimane significativa, ma Allianz ritiene che il picco sia stato superato. Gli investitori, tuttavia, dovranno prestare attenzione a possibili episodi di volatilità legati alle elezioni di midterm negli USA o ai cambiamenti alla guida della Federal Reserve.
L’economia americana mostra segnali di resilienza, con una crescita prevista tra l’1,4 e l’1,9% nel 2026. Tuttavia, sotto la superficie, la crescita appare fragile e disomogenea, con un’economia “a forma di K”: le famiglie a reddito elevato continuano a spendere, mentre quelle a basso reddito subiscono pressioni dai prezzi elevati. L’inflazione rimarrà sopra il target del 2% della Fed per il sesto anno consecutivo, attestandosi intorno al 3%. Per sostenere la crescita, la Fed potrebbe tagliare i tassi di ulteriori 25 punti base, portandoli al 3,25-3,5%.
Sul fronte azionario, i titoli statunitensi risultano complessivamente costosi, ma gli utili continuano a sostenere la crescita. Alcuni settori, come quello consumer stabile, hanno già subito penalizzazioni dall’inizio dell’anno. Allianz segnala inoltre che un numero ristretto di grandi titoli tecnologici influenza fortemente i dati aggregati, nascondendo un quadro più articolato.
Per l’area euro, il 2026 si prospetta con una crescita ciclica moderata, tra l’1 e l’1,5%, sostenuta da una maggiore spinta fiscale, in particolare dalla Germania. L’inflazione dovrebbe scendere sotto il target del 2% della BCE, permettendo un ultimo taglio dei tassi di 25 punti base in primavera. La Bank of England continuerà il graduale allentamento monetario per un totale di 75 punti base entro giugno. Nonostante un rallentamento del momentum in alcuni mercati, Allianz identifica opportunità selettive nei mercati azionari europei.
In Cina, il PIL dovrebbe registrare un rimbalzo temporaneo nel primo semestre grazie agli stimoli fiscali, ma la crescita annua tornerà su livelli più contenuti, tra il 4,2 e il 4,7%. In Giappone, l’aumento della spesa fiscale sotto la guida della Primo Ministro Sanae Takaichi potrebbe spingere la Bank of Japan a irrigidire la politica monetaria, con un rialzo dei tassi di 25 punti base previsto entro metà anno.
I mercati emergenti, invece, rappresentano un’area di grande interesse sia per l’azionario sia per l’obbligazionario, grazie alla combinazione di crescita globale resiliente, dollaro debole e Fed accomodante.
Per quanto riguarda le materie prime, metalli industriali e oro mostrano dinamiche differenziate. Allianz prevede una riorganizzazione delle catene produttive globali, frizioni geopolitiche e scarsità dell’offerta, con le materie prime che rimangono decorrelate rispetto a duration e dollaro USA. Il dollaro, invece, sembra avviato a un’ulteriore fase di indebolimento rispetto all’euro e alle principali valute internazionali, sostenuto da una riduzione del differenziale dei tassi e da una riconfigurazione dei flussi finanziari globali.
L’intelligenza artificiale resta un tema centrale per gli investitori, con opportunità nei sottosettori legati a potenza di calcolo, energia e tecnologie abilitanti. Allianz raccomanda un approccio diversificato, sia per aree geografiche sia per applicazioni tecnologiche, monitorando anche gli spread dei credit default swap delle principali società del settore per valutare i rischi di credito.
In questo contesto complesso ma resiliente, Allianz suggerisce un portafoglio equilibrato e diversificato. Gli asset reali, come oro e materie prime, dovrebbero assumere un ruolo centrale, mentre l’esposizione ai mercati emergenti e ai driver di crescita strutturale, come l’AI, può contribuire a bilanciare rischio e rendimento. La gestione attiva resterà determinante, così come la diversificazione tra asset class e aree geografiche, per affrontare un anno che si preannuncia sfidante ma ricco di opportunità.
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