09 Gennaio 2026
Antonio de Negri, AD Smart Bank
La banca digitale napoletana, ex Banca del Sud, è da due anni sotto la gestione dei commissari nominati da Bankitalia, un controllo straordinario che è stato recentemente esteso per altri sei mesi. Cirdan ha rifiutato le offerte che si aggirano attorno ai €10 milioni e ora valuta rilancio o liquidazione.
Alla base della nuova proroga c’è soprattutto lo stallo nella cessione della banca. Le proposte arrivate finora, in particolare quella della Popolare del Cassinate e quella del gruppo Buffetti, non hanno convinto il fondo Cirdan, attuale proprietario dell’istituto. Secondo il gruppo fondato da Antonio De Negri, le valutazioni presentate — attorno ai 10 milioni di euro — non riflettono il valore reale della banca.
Per questo Cirdan sta valutando una strada alternativa: immettere nuove risorse e tentare un rilancio mantenendo Smart Bank indipendente. Tuttavia questa ipotesi non è priva di ostacoli. Bankitalia, infatti, non ha sollevato dubbi solo sui livelli di capitale, ma anche sull’organizzazione interna e sulla qualità della governance. Inoltre è ancora in corso un confronto sulle reali dimensioni della ricapitalizzazione necessaria per riportare la banca in sicurezza.
Nel frattempo la trattativa per la vendita resta ferma. Fino a poco tempo fa la Popolare del Cassinate sembrava in posizione privilegiata, anche perché era l’unico istituto di credito in corsa. Ma la richiesta di un prezzo più alto da parte di Cirdan ha raffreddato l’interesse, e non è affatto certo che i potenziali acquirenti siano disposti a rivedere al rialzo le offerte.
Questo doppio blocco — niente vendita e nessun rilancio immediato — rende sempre più concreta l’ipotesi della liquidazione dell’istituto. A peggiorare il quadro c’è anche il fronte giudiziario. Dopo aver perso il ricorso contro il commissariamento davanti al Consiglio di Stato, i soci e gli ex vertici di Smart Bank hanno presentato un’istanza di revocazione, sostenendo che alcuni elementi decisivi non siano stati valutati. E non escludono un ulteriore passo davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Un contesto legale ancora aperto e potenzialmente lungo che contribuisce ad aumentare l’incertezza e a ridurre l’interesse dei possibili compratori, rendendo il salvataggio di Smart Bank sempre più complicato.
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