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Banca di San Marino, selezionato Prometeia come advisor finanziario; al centro un aumento di capitale da €20 milioni e la ricerca di un nuovo socio strategico

Dopo il fallimento della trattativa con l’imprenditore bulgaro Assen, la Fondazione Cassa di Faetano riavvia una procedura per superare lo stallo e guardare al mercato

08 Gennaio 2026

Banca di San Marino, selezionato Prometeia come advisor finanziario; al centro un aumento di capitale da €20 milioni e la ricerca di un nuovo socio strategico

Raffaele Bruno, sx, Presidente di BSM e Aldo Calvani, dx, Direttore Generale di BSM

La Banca di San Marino ha selezionato Prometeia come advisor finanziario con l'obiettivo di raggiungere un aumento di capitale da €20 milioni e ottenere un nuovo socio strategico. Dopo le difficoltà e gli stop del passato, l’obiettivo questa volta è procedere attraverso un iter chiaro, trasparente e ben strutturato.

Fondazione Ente Cassa di Faetano ha avviato una gara

La Fondazione Ente Cassa di Faetano, che oggi detiene circa il 90% del capitale dell’istituto, ha deciso alla fine del 2024 di avviare una gara per selezionare un advisor finanziario incaricato di individuare potenziali partner.

Prometeia scelta per affiancare la Fondazione

Tra i 4-5 soggetti che hanno partecipato alla selezione, è stato scelto il gruppo Prometeia, che ora affiancherà la Fondazione nella nuova fase del processo. Con il rientro dalle festività natalizie, la procedura entrerà nel vivo: i primi incontri operativi sono già programmati per la prossima settimana.

La necessità di riaprire il dossier nasce dal fallimento della precedente trattativa avviata nel 2024 con Christov Assen, imprenditore bulgaro a capo di Starcom Holding, gruppo attivo nei settori dell’energia e dell’asset management e controllante della quotata EuroHold Bulgaria, con partecipazioni anche nella londinese Hanson e nella Quintar Capital di Hong Kong. Assen, attraverso il veicolo San Marino Group, si era detto pronto ad acquisire inizialmente la maggioranza della banca, con l’obiettivo di salire successivamente fino al 70%, accompagnando l’operazione con un aumento di capitale da 20 milioni di euro, per un valore complessivo di circa 38 milioni.

L’intervento della magistratura sammarinese

La magistratura sanmarinese ha aperto un’indagine sulla cessione, ha bloccato il percorso, dando origine a una controversia che si trascina da mesi, inclusa la questione dei 14 milioni anticipati dall’imprenditore e poi congelati.

Nel frattempo, le esigenze della Banca di San Marino restano immutate. L’istituto è impegnato, come emerge anche dal bilancio 2024, in un percorso di razionalizzazione, rafforzamento patrimoniale ed efficientamento, in linea con quanto avvenuto nel sistema bancario della Repubblica, ridottosi nel tempo da dodici a quattro banche operative. Un contributo importante al risanamento è arrivato dalla maxi cartolarizzazione dei crediti deteriorati avviata a fine 2023, con tranche senior garantite dallo Stato, uno strumento pensato per migliorare la qualità degli attivi e favorire l’allineamento agli standard europei di Basilea.

20 milioni di euro, l’aumento di capitale risulta essenziale

Resta però centrale il tema del calendar provisioning, che impone accantonamenti progressivi e prudenziali sui crediti, rendendo particolarmente rilevante l’aumento di capitale da 20 milioni, considerato essenziale per accelerare il processo di rafforzamento. A maggio scorso, commentando i risultati del bilancio 2024 — chiuso con un utile di 1,8 milioni di euro (+74%) e un coefficiente di solvibilità complessivo del 12,04%, superiore ai requisiti regolamentari — il presidente Raffaele Bruni e il direttore generale Aldo Calvani avevano sottolineato la solidità raggiunta dall’istituto, senza però nascondere l’impegno ancora richiesto sul fronte degli accantonamenti.

La procedura per l’ingresso di un nuovo socio dovrà quindi essere riavviata in tempi rapidi. Non è ancora definito se la Fondazione deciderà di cedere subito una quota rilevante o se l’operazione potrà essere articolata in più fasi, come ipotizzato in passato. Intanto, nel mercato si torna a interrogarsi sulla possibilità che qualche banca italiana possa tornare a investire in un istituto sammarinese, dopo i disimpegni degli anni scorsi, riconoscendo i progressi compiuti dalla Repubblica verso l’integrazione europea.

 

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