06 Gennaio 2026
Gas naturale, la produzione italiana risale nel 2025 a 3,3 miliardi di metri cubi grazie a nuove concessioni e giacimenti. Dopo anni di calo, l’estrazione nazionale supera i livelli del 2024: pesano lo sblocco delle attività post-Pitesai, l’entrata a regime di Argo Cassiopea e Longanesi e il riassetto delle concessioni onshore e offshore, con aperture anche allo stoccaggio della CO₂.
A trainare la crescita sono stati due fattori principali. Da un lato, il venir meno dei vincoli introdotti dal Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (Pitesai), successivamente annullato dal Tar del Lazio nel febbraio 2024, ha consentito la ripresa di attività estrattive sospese. Dall’altro, il contributo pieno di giacimenti di grandi dimensioni ha rafforzato l’offerta nazionale. Tra questi figurano Argo Cassiopea di Eni, avviato in Sicilia nell’agosto 2024, e Longanesi di Gas Plus, nell’area di Ravenna, che ha inciso anche sui risultati economici della società titolare.
I dati dell’Unimig indicano per il 2025 una media mensile di circa 280 milioni di metri cubi, con picchi superiori ai 300 milioni registrati nei mesi di gennaio e marzo. Anche dicembre ha confermato il trend positivo, segnando gli effetti del nuovo assetto autorizzativo successivo al Pitesai.
Nel corso del 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha lavorato al ripristino e alla proroga di concessioni già esistenti, spesso sospese negli anni precedenti. L’azione si è svolta nel perimetro del decreto-legge 153/2024, che blocca il rilascio di nuovi titoli ma consente la prosecuzione di quelli già conferiti.
Sul fronte onshore, uno dei principali provvedimenti di fine anno è stato il conferimento della concessione di coltivazione Gradizza ad Aleanna Italia, con durata ventennale. In Emilia-Romagna, Gas Plus ha ottenuto la proroga e la riperimetrazione della concessione Pigazzano, seppure con una riduzione dell’area. Eni, invece, ha formalizzato la rinuncia alla concessione Soresina, tra Cremona e Lodi, avviandola alla fase di cessazione.
Più articolata la situazione nell’offshore. Il Bollettino del Mase registra il ripristino di diversi permessi di ricerca nel Mare Adriatico e nello Ionio, inclusi quelli intestati a Eni, anche in joint venture, e a Global Med. I decreti ricostruiscono le sospensioni accumulate negli anni, neutralizzandone gli effetti sul calcolo della durata residua dei titoli.
Un passaggio rilevante riguarda le attività di cattura e stoccaggio della CO₂ nel cluster di Ravenna, sviluppate da Eni insieme a Snam. Con un decreto del 15 dicembre 2025, il Mase ha unificato e prorogato fino al 14 settembre 2030 le concessioni offshore A.c1.ag e A.c25.ea. Il provvedimento prende atto dell’esaurimento del giacimento Porto Garibaldi–Agostino per la produzione di idrocarburi, aprendo alla possibilità di destinare l’area e le infrastrutture allo stoccaggio della CO₂ una volta conclusa l’attività estrattiva.
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