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AMCO, incassi nel primo semestre 2022 fino a 667 mln (+11%), ricavi per 150,2 mln (+6%)

Marina Natale, AD di AMCO: "Incassi in miglioramento grazie al contributo delle divisioni di business, incremento di redditività operativa per effetto della crescita dei ricavi"

27 Luglio 2022

Marina Natale

fonte: imagoeconomica

Il Consiglio di Amministrazione di AMCO – Asset Management Company S.p.A. riunitosi in data odierna, ha approvato i risultati relativi al primo semestre 2022.

“I risultati del semestre evidenziano una dinamica degli incassi in continuo miglioramento con una crescita a due cifre grazie al contributo di tutte le divisioni di business. La redditività operativa migliora per effetto della crescita dei ricavi. La struttura patrimoniale è solida e il team continua a rafforzarsi grazie all’ingresso di nuovi talenti - ha dichiarato Marina Natale, Amministratore Delegato di AMCO -. Il nostro obiettivo per la seconda parte dell’anno è consolidare la crescita, continuando ad
approcciare il cliente debitore con una gestione paziente e sostenibile, volta a evitare stress finanziari, a garanzia della continuità del business e dello sviluppo dell'impresa”.

Al 30 giugno 2022 gli Asset under Management (AuM) pro-forma2 raggiungono €34,1 miliardi (+3,0% a/a) e sono composti per il 59% da sofferenze (NPL) e per il 41% da inadempienze probabili (UTP).
La crescita degli AuM pro-forma riflette gli accordi firmati con il Gruppo Intesa Sanpaolo per l’acquisto di €1,4 miliardi (valore lordo) di crediti leasing immobiliari in sofferenza e di un portafoglio di single name UTP del valore lordo di €120 milioni, il cui perfezionamento è previsto nella seconda metà del 2022.
Prima di queste operazioni, gli AuM al 30 giugno 2022 ammontano a €32,6 miliardi (58% sofferenze e 42% UTP), rispetto a €32,5 miliardi di fine 2021. La variazione degli AuM nel periodo è influenzata dalla naturale dinamica del portafoglio e da ulteriori apporti al Fondo Back2Bonis relativo al Progetto Cuvée.
A seguito dei suddetti apporti, il Progetto Cuvée ha raggiunto €2,2 miliardi di attivi lordi in gestione, confermando così il successo della prima piattaforma multi-originator nata a fine 2019 per la gestione di UTP nel settore immobiliare.
AMCO, attraverso l’innovativo modello in-house/outsourcing, dispone di una leva operativa flessibile che coniuga crescita ed efficienza.
La Divisione UTP è stata ulteriormente rafforzata con la creazione di un team dedicato alla gestione delle posizioni granulari UTP relative a controparti di dimensioni medio-piccole, garantendo soluzioni che prevedano anche l'erogazione di nuova finanza, consentendo così alle imprese meritevoli di accedere nuovamente al credito.

La Divisione Special Partnerships & Servicers (SP&S), operativa a partire da gennaio 2022, è ormai a pieno regime e consolida il modello di partnership con 13 primari operatori di mercato consentendo flessibilità gestionale.
La Divisione Workout, specializzata nella gestione dei crediti in sofferenza, implementa il modello di gestione sostenibile e paziente attraverso negoziazioni personalizzate (loan by loan), con il primario obiettivo della ricerca di accordi stragiudiziali.
In qualità di advisor di tutte le altre Divisioni, la Divisione Real Estate persegue strategie funzionali alla valorizzazione dei collaterali a garanzia dei crediti in gestione non solo fornendo perizie e pareri ma anche partecipando con ruolo di action facilitator nelle procedure esecutive fino a divenire investitore (REOCO). Con il perfezionamento dell’acquisto del portafoglio di Intesa Sanpaolo, la Divisione compirà un salto dimensionale nella gestione degli immobili sottostanti ai crediti leasing.

AMCO si contraddistingue per un approccio di gestione sostenibile nei confronti dei clienti, orientato a non creare stress finanziari e reputazionali e volto a favorire la sostenibilità dell’impresa, ponendosi come partner di tutti gli stakeholder. Questo approccio si basa su un mix di azioni rivolte ai clienti: supporto strategico, inclusivo di revisione dei business plan e ricerca di partner industriali; proposte di ristrutturazione del debito allineate alle esigenze operative aziendali, con piani di rimborso sostenibile, anche tramite il ricorso a strumenti finanziari partecipativi; identificazione di attivi non strategici da dismettere per liberare risorse addizionali a supporto del business; operazioni di acquisto di immobili, al fine di valorizzarli e rigenerare il tessuto urbano; erogazione di nuova finanza per favorire la continuità aziendale e il rilancio industriale, così da rimettere in circolo risorse ed energie per il tessuto economico del Paese.

Nel corso del 2022, AMCO ha gestito con successo posizioni in diversi settori attraverso sia ristrutturazioni di aziende manifatturiere italiane, come il rilancio del Gruppo Grotto (marchio Gas jeans) e Aesso Werke, impresa italiana attiva nel settore automotive, sia operazioni di acquisto di immobili come la Torre Aquileia a Jesolo (VE) al fine di valorizzarli tramite la successiva vendita, creando allo stesso tempo un beneficio per il territorio.
Tra le recenti operazioni si aggiunge anche il Fondo Umbria Comparto Monteluce per la riqualificazione del quartiere Monteluce di Perugia. AMCO, quale special servicer di Project Cuvée, ha agevolato il raggiungimento di un accordo con i creditori del Fondo finalizzato a riequilibrarne l’indebitamento e ha sottoscritto un accordo di risanamento che consentirà di completare uno
sviluppo immobiliare rimasto incompiuto da circa 15 anni.

Gli incassi nei primi sei mesi dell’anno evidenziano una crescita dell’11% a/a e raggiungono €667 milioni, confermando il successo del modello operativo in-house/outsourcing. Nel semestre, il collection rate annualizzato raggiunge il 4,2% degli Asset Under Management, in crescita rispetto al 3,6% del 1° semestre 2021.
Tutte le divisioni di business contribuiscono alla crescita degli incassi. In particolare, si evidenzia la buona performance della Divisione Special Partnerships & Servicers che registra la crescita più alta (+24% a/a), raggiungendo €217 milioni di incassi nel periodo. Rilevante anche la crescita dell’8% degli incassi della Divisione UTP (€293 milioni), maggiore contributore ai risultati del periodo, spinta dal flow business sia su small sia su big ticket, e quasi totalmente derivante da attività stragiudiziale.
Nel Workout (incassi a €157 milioni, +2% a/a) si registra un ribilanciamento del mix a favore della componente giudiziale rispetto al 1° semestre 2021 per effetto della ripartenza dei tribunali.

L’utile netto al 30 giugno 2022 è di circa €10 milioni, in calo rispetto ai €36,5 milioni del primo semestre 2021, per effetto delle maggiori rettifiche di valore a copertura del rischio di credito di specifiche posizioni e della revisione delle valutazioni dei fondi (OICR) in portafoglio, legata ai movimenti dei tassi di interesse, con particolare effetto sulle quote del fondo Italian Recovery Fund (IRF).
L’EBITDA – pari a €90,6 milioni – è in crescita dell’1% a/a rispetto a €89,6 milioni del primo semestre 2021. La dinamica riflette l’aumento dei ricavi che assorbe la crescita delle spese legali e di recupero delle azioni di gestione avviate che origineranno incassi futuri. L’EBITDA margin è al 60%.

I ricavi sono in crescita (+6% a/a) e raggiungono €150,2 milioni con un peso crescente dei ricavi da investimenti, pari all’85% del totale (83% nel 1° semestre 2021). I restanti ricavi sono originati dall’attività di servicing. Le commissioni da servicing derivano quasi interamente dalla gestione del portafoglio crediti delle ex-Banche Venete, in leggero calo per effetto della naturale dinamica dei portafogli off-balance, solo parzialmente compensata dall’aumento delle commissioni per nuove
contribuzioni di masse in gestione al fondo Cuvée.
Gli interessi da clientela raggiungono €100,7 milioni (+6,6% a/a), prevalentemente per i maggiori interessi da Time Value sul portafoglio MPS maturati all’approssimarsi dei recuperi previsti nei piani, dopo gli accantonamenti registrati a fine 2021.
Gli altri proventi/oneri da gestione caratteristica si riferiscono a riprese da incasso (tutte cash-based), con massimizzazione dei valori di recupero grazie anche alla gestione stragiudiziale.

I costi totali ammontano a €59,6 milioni, in aumento del 14,8% a/a. In dettaglio, i costi operativi netti sono pari a €40,1 milioni, in crescita del 23,6% a/a, per effetto dell’incremento delle spese legali e di recupero delle azioni di gestione avviate che origineranno incassi futuri. Oltre alle spese legali, i costi operativi netti includono le outsourcing fees legate ai recuperi sul portafoglio affidato in gestione a servicer esterni, i costi di IT, business information e di altro supporto al business e alle altre funzioni.

Le spese del personale ammontano a €19,4 milioni e risultano in linea con il primo semestre 2021 che comprendeva il personale distaccato MPS uscito a novembre 2021. 
Al 30 giugno 2022 i dipendenti AMCO sono 360, ovvero 42 risorse in più rispetto al primo semestre 2021, grazie all’ingresso di nuovi talenti allocati sia nelle attività di business sia nelle funzioni centrali.
Il 67% del personale è oggi impiegato in ruoli di business e il restante 33% in funzioni centrali. Il genere femminile rappresenta il 39% del totale del personale.
L’EBIT è di €47,1 miloni. Il saldo delle rettifiche/riprese di valore è negativo per €42,9 milioni e riflette gli accantonamenti a copertura del rischio di credito di specifiche posizioni.

Gli interessi da attività finanziaria, pari a €31,5 milioni, diminuiscono del 26,3% rispetto al primo semestre 2021 grazie al rifinanziamento di tipo unsecured e a condizioni più vantaggiose della quota di debito secured perfezionata lo scorso anno.
Le imposte di esercizio correnti ammontano a €6 milioni.

Lo stato patrimoniale si conferma solido e le voci principali sono sostanzialmente in linea con il 31 dicembre 2021. I crediti verso clientela ammontano a €4.389 milioni, in diminuzione del 4,3% rispetto al 31 dicembre 2021 per effetto della naturale dinamica dei portafogli in gestione.
Le disponibilità liquide – che includono la cassa e i Titoli di Stato italiani in portafoglio – raggiungono €818 milioni, in crescita di €161 milioni rispetto a fine 2021, per effetto della cassa generata dal business. Il surplus di liquidità è investito in Titoli di Stato italiani contabilizzati al Fair Value.
Le attività finanziarie si assestano a €622 milioni e sono principalmente composte dalla partecipazione in Italian Recovery Fund (IRF). 
Le passività finanziarie al 30 giugno 2022 sono €3.635 milioni e sono composte da obbligazioni unsecured relative alle emissioni a valere sul programma Euro Medium Term Note Programme (EMTN), ampliato a luglio 2021 fino a un massimo di €6 miliardi. La società ha in essere anche un programma di Commercial Paper per un ammontare massimo di €1 miliardo, attualmente non utilizzato.
La posizione finanziaria netta (PFN)4 è di €2.790 milioni, in diminuzione da €2.990 milioni a fine 2021, grazie alla cassa generata dal business.

Il patrimonio netto al 30 giugno 2022 ammonta a €2.366 milioni. Il coefficiente patrimoniale CET1 è pari al 36,2%; anche il Total Capital ratio è pari al 36,2%, non essendo presenti in bilancio obbligazioni subordinate. L’elevata solidità patrimoniale permette di gestire i rischi potenziali e crea flessibilità per ulteriore espansione del business. Il rapporto Debito Netto (PFN)/Equity è a un livello di 1,2 volte.

In data 27 aprile 2022 Fitch Ratings ha confermato il rating di lungo termine “BBB” e quello di breve termine “F2” di AMCO, con outlook stabile, mantenendo il livello di investment grade. Il 22 giugno l’agenzia S&P Global ha pubblicato un’analisi di rating aggiornata in base alla quale il rating a lungo termine di AMCO rimane “BBB” con Outlook Positivo e il rating a breve termine rimane “A-2”.

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