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Assemblea 2022 ALDAI Federmanager: PNRR chiave della ripartenza, decisivo il contributo dei manager

Il Presidente Manuela Biti: “PNRR è una grande opportunità ma l’efficacia e il successo di questi investimenti dipendono soprattutto dai manager”

Di Giada Massironi

18 Giugno 2022

Grattacielo

Fonte: Pixabay

Il quadro economico è certamente preoccupante, ma l’ottimismo rimane d’obbligo e ai manager non fa difetto. Bisogna guardare all’attuazione del PNRR come fattore decisivo per il rilancio del Paese: le prospettive sono buone, ma il fattore decisivo sarà il contributo che i manager, ancora una volta dopo la pandemia, sapranno dare alla sua implementazione nell’economia reale. Più manager, quindi, e soprattutto nelle PMI dove il livello di managerializzazione è ancora molto basso.

E’ questo in sintesi il messaggio lanciato da Manuela Biti, Presidente di ALDAI – Federmanager, l’associazione lombarda che rappresenta quasi 15.000 dirigenti industriali, all’Assemblea annuale che si è svolta a Milano in presenza, dopo i due anni di pandemia, presso il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci –. Erano presenti oltre a Manuela Biti, Presidente di ALDAI-Federmanager, Stefano Cuzzilla, Presidente di Federmanager, Fabrizio Sala, Assessore per l’Istruzione, Ricerca, Università,  Innovazione e Semplificazione di Regione Lombardia, Alessia Cappello, Assessora allo Sviluppo Economico e alle Politiche del lavoro del Comune di Milano,  Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, Carlo  Cottarelli, Economista e Direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Manuela Biti, Presidente di ALDAI - Federmanager: "PNRR, Aziende, Enti e Istituzioni possono e devono convergere"

“Aziende, Enti e Istituzioni possono e devono convergere – ha spiegato il Presidente Biti - per trovare non solo risposte convincenti a questo momento particolarmente complesso, ma anche per attuare efficacemente il Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza, il cui successo dipenderà non solo dalla bontà dei progetti ma, anche e soprattutto dalla qualità delle risorse umane che saranno chiamate a realizzarli: i manager, e non solo quelli delle grandi aziende, ma anche delle PMI, vero motore economico sul territorio.  E qui, se guardiamo agli ultimi dati dell’Osservatorio 4.Manager vediamo come in Lombardia il 70% dei manager industriali sia a Milano e provincia, quindi nelle grandi aziende e multinazionali, piuttosto che nelle PMI. Questo è un aspetto che come ALDAI–Federmanager poniamo all’attenzione del sistema economico nazionale e regionale, garantendo il nostro impegno a lavorare insieme per costruire un percorso di sviluppo che guardi al futuro, innovativo e sostenibile, e a offrire un contributo di idee e un supporto concreto”.

Manuela Biti ha poi ricordato il ruolo strategico e decisivo, a tutti i livelli della sostenibilità: “Entro il 2025, 6 lavoratori su 10 dovranno avere competenze green o digitali e nei prossimi cinque anni il mercato del lavoro avrà bisogno di almeno 2,2 milioni di nuovi lavoratori in grado di gestire soluzioni e sviluppare strategie ecosostenibili. La sostenibilità e la responsabilità sono fattori di successo per le nostre imprese. Come manager dobbiamo farci carico della responsabilità nei confronti dell’ambiente, dei nostri collaboratori e del territorio in cui operiamo. Dobbiamo prendere decisioni etiche per il miglior uso possibile delle risorse naturali del pianeta, delle risorse umane e finanziarie con azioni nell'interesse dello sviluppo sostenibile della società nel suo complesso”.

Permangono ancora due fattori di criticità che vanno velocemente affrontati e superati: la scarsa presenza di laureati nelle facoltà scientifiche e il persistente divario di genere tra i manager, soprattutto nelle posizioni apicali. “Nonostante il G20 abbia sottolineato l’importanza del Women Empowerment per accrescere il talento e la leadership delle donne – osserva Manuela Biti - il World Economic Forum inserisce l’Italia solo al 63° posto nel Gender Gap Report 2021 su 156 Paesi e siamo al penultimo posto in Europa per l’occupazione femminile, del 20% più bassa rispetto a quella maschile. Inoltre, solo il 28% dei manager è donna e il 16% ha accesso alla formazione Stem, rispetto al 35% degli uomini. E’ impensabile fare un deciso cambio di passo se non si interviene prima sulle disparità di genere, favorendo con iniziative concrete un maggiore ingresso di figure femminili nelle posizioni apicali. E’ urgente intervenire anche per non vanificare il contributo che la piena occupazione femminile potrebbe dare alla crescita del PIL e dunque all’economia del Paese.”

Stefano Cuzzilla, Federmanager: "Garantire piena continuità delle diverse realtà produttive senza sacrificare gli obiettivi del PNRR"

VIDEO-Stefano Cuzzilla, Federmanager: "Garantire piena continuità delle diverse realtà produttive senza sacrificare gli obiettivi del PNRR"

“L’attuale fase economica e politica, caratterizzata da crisi di portata internazionale, induce l’intero sistema Paese a lavorare perché sia garantita una piena continuità operativa alle diverse realtà produttive, senza sacrificare gli obiettivi in termini di sostenibilità, ambientale e sociale, delineati dal Pnrr. – dichiara Stefano Cuzzilla, Presidente di Federmanager – È necessario pertanto che nei tavoli istituzionali preposti all’attuazione del Pnrr vi sia un pieno coinvolgimento delle migliori competenze manageriali, impegnate ogni giorno a definire modelli organizzativi e processi produttivi davvero sostenibili. Quindi più spazio al merito e a competenze innovative, perché in un Paese alle prese con un’inflazione intorno al +7% su base annua, non c’è tempo da perdere e bisogna individuare soluzioni per tutelare cittadini e imprese".

Cottarelli: "Debito pubblico, aumentare tassi di interesse e agire per contenere spread"

VIDEO-­Cottarelli: "Debito pubblico, aumentare tassi di interesse e agire per contenere spread"

Carlo  Cottarelli, Economista e Direttore dell’Osservatorio sui conti pubblici, a Il Giornale d’Italia:

“La situazione economica italiana è molto complicata: abbiamo un’ondata di inflazione molto seria, la Bce che sta aumentando i tassi di interesse, un debito pubblico che risentirà dell’aumento dei tassi di interesse e degli spread. La situazione è delicata, ma rimango abbastanza ottimista sul fatto che quest’anno si eviti la recessione. Rimane l’incertezza della guerra, l’economia è rallentata senz’altro, ma l’economia europea e l’Italia stanno ancora crescendo. Il medio periodo e il lungo periodo dipendono dalle riforme che facciamo.

Per il debito pubblico, bisogna fare quelle riforme previste nel PNRR per crescere di più: una volta che si cresce, il problema del debito si può risolvere. La grande incertezza sono le elezioni nella primavera del prossimo anno.

Terminato il whatever it takes di Draghi c’è una situazione difficile da affrontare per una Bce: c’è un Paese con un debito pubblico al 150% del PIL e altri con una differenza molto profonda. Bisogna aumentare i tassi di interesse per quanto necessario e agire in maniera da contenere gli spread. La linea della Bce è intervenire in un modo che sia credibile e questa è la parte più difficile da fare.”

ALDAI-Federmanager, Manuela Biti: "Managerialità e competenze per portare a termine i progetti del PNRR"

VIDEO-ALDAI-Federmanager, Manuela Biti: "Managerialità e competenze per portare a termine i progetti del PNRR"

Manuela Biti, Presidente di ALDAI-Federmanager a Il Giornale d'Italia:

"Le aspettative sono molte, avremo anche degli interlocutori delle istituzioni del nostro territorio. Ci aspettiamo che ci sia un supporto da parte delle politiche attive perché a volte i dirigenti vengono dimenticati. Anche noi abbiamo bisogno di far crescere e incrementare il numero di dirigenti che in questo momento si trovano in una posizione di disoccupazione. Sono persone con competenze quindi è corretto rimetterli nel giro dell’economia.

Tra le qualità che deve avere un manager rientra sicuramente la resilienza: deve essere forte nel supportare le variazioni che ci saranno, tirare fuori le soft skills per poter guidare i collaboratori a raggiungere gli obiettivi aziendali e nello stesso tempo deve essere capace di avere una visione di quello che potrebbe accadere per poter raggiungere gli obiettivi aziendali.

Quello che chiediamo alla politica è di non dimenticare che servono le managerialità, il supporto per portare a termine i progetti del PNRR che richiedono managerialità e competenze. Laddove i manager siano carenti di competenze, noi siamo in grado di poterli supportare perché diamo formazione continua a tutti i dirigenti.

Il gender gap è un elemento che deve essere considerato in ottica più ampia su tutto il territorio nazionale, infatti abbiamo un 20% in meno di donne rispetto a quello che ci si aspetterebbe. Servono servizi e supporto alle donne per far sì che la natalità non sia un problema per le donne, ma che possa essere accompagnate per poter affrontare il mondo del lavoro. Le donne stesse devono trovare la fiducia e capire che ce la possono fare anche in un’attività manageriale più importante rispetto a quella che attualmente stanno svolgendo.

A proposito delle discipline STEM, in questo momento i dati ci stanno dando informazioni deludenti. Al momento lo STEM sembra quasi esclusivamente maschile, mentre anche le donne hanno questa capacità. Noi stiamo cercando con il servizio tutoring di supporto ai giovani diplomati o laureandi per far capire quali siano le discipline che serviranno nel futuro".

 

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