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Assemblea annuale Confimprese: 17 nuovi associati nell'ultimo anno

Mario Resca, Presidente Confimprese: "Il retail, messo in ginocchio da oltre due anni di pandemia e poco considerato dai Ristori del Governo, sta vivendo un’altra fase preoccupante a causa dello scenario internazionale ed è sottoposto alla pressione inflazionistica sui prezzi delle materie prime, dell'energia, dei trasporti e dei prodotti di rivendita"

26 Maggio 2022

Confimprese, Resca: 'Saldi a -32,8%. Continua la gelata dei consumi'

Mario Resca Confimprese (foto LaPresse)

Si è svolta nella cornice del Castello di Tolcinasco l’assemblea annuale di Confimprese alla presenza dei vertici delle oltre 350 insegne aderenti. Nell’ultimo anno sono entrati 17 nuovi associati, che rappresentano 23 insegne, 1.462 punti vendita totali, di cui 484 diretti e 978 in franchising, per un fatturato complessivo di 5,3 miliardi di euro.

Questi i nuovi associati: Wind 3 (Wind 3 Business, Very Mobile), Grancasa, Uci (Uci Cinemas, Uci Luxe), Takko Fashion, Yoyogurt, Circuito Made in Italy, Galileo (Satur), Sforzin Illuminazione, Mascheroni Sportswear, Acbc, Gruppo Ten (California Bakery, Ristorante Ten, Pasticceria Svizzera), Mara Desideri, Nhood, Gavinvest (Store House), Kpet (piattaforma digitale di petcare), Bobble Bobble e Nuna Lie.

«La pandemia – spiega Mario Resca, presidente Confimprese – ha accentuato il ruolo dell’associazione nel farsi garante presso le istituzioni delle richieste da parte delle aziende su molteplici criticità del settore. Il retail, messo in ginocchio da oltre due anni di pandemia e poco considerato dai Ristori del Governo, sta vivendo un’altra fase preoccupante a causa dello scenario internazionale ed è sottoposto alla pressione inflazionistica sui prezzi delle materie prime, dell'energia, dei trasporti e dei prodotti di rivendita».

Il 2021, secondo l’Osservatorio permanente sui consumi Confimprese, ha chiuso in flessione del -23% sul 2019, anno pre-pandemia. Aprile 2022 mostra segni più incoraggianti rispetto ai mesi precedenti con -9% vs aprile 2019, mostrando una prima inversione di tendenza rispetto al -18% del primo trimestre. Raggiunti i livelli pre-pandemia nel retail non food, che registra ad aprile +4,9% e nella ristorazione +0,9%. Per la ristorazione è il primo mese con il segno + da oltre 24 mesi. Nessun segnale di ripresa per abbigliamento-accessori, in flessione del -20,1% e -28,1% nel progressivo.

«È difficile fare previsioni a fronte di uno scenario internazionale dominato dall’incertezza. Le aziende si trovano nella morsa fra consumi in forte calo, senza prospettive di recupero a breve, e costi che stanno già aumentando in maniera incontrollata. È probabile che avremo un vero consolidamento dei consumi solo alla fine del 2023» conclude Resca.

Confimprese, Resca: "Il retail si rinnova, ma futuro di grande prudenza: resisterà chi punta su innovazione e soddisfazione del cliente"

VIDEO - Confimprese, Resca: "Il retail si rinnova, ma futuro di grande prudenza: resisterà chi punta su innovazione e soddisfazione del cliente"

Mario Resca, Presidente Confimprese a Il Giornale d'Italia:

"Due anni di pandemia hanno messo a dura prova il settore del retail. Finalmente ci si incontra nuovamente faccia a faccia, ma in un momento particolarmente difficile, caratterizzato da pandemia, inflazione, scarsità delle materie prime e conflitto russo-ucraino. L’Italia è il paese che sta lottando con questi elementi nuovi. Il retail che presentiamo è molto prudente, ma continua ad aprire, sta razionalizzando la rete e si lecca le ferite causate dalla pandemia. L’atmosfera è di fiducia, la gente può camminare per strada ed entra volentieri nei negozi senza il green pass. La grande galoppata di crescita che ha avuto le vendite online si sta rallentando e finalmente sono partite le vendite fisiche nei negozi. 

Il retail si sta rinnovando, l’obiettivo non è solo quello di offrire non solo un prodotto a buon prezzo, ma un’esperienza nuova, aperta verso il cliente. L’innovazione è importantissima e le aziende che riescono a soddisfare il cliente e capire quello che vogliono oggi, che è diverso da ciò che volevano anni fa, sono quelle che resisteranno, avranno vantaggi competitivi e cresceranno rispetto alle altre.

Il futuro è di grande prudenza, al governo chiediamo certezza di norme, alle istituzioni capacità di non essere piegate alla volontà in particolare di interessi di partito. Ai partiti chiediamo responsabilità, a chi governa fermenta. Questo è quello che chiede il Paese e il nostro popolo. Questo è il senso di responsabilità e tranquillità di cui hanno bisogno aziende e famiglie passare anche a chi ha responsabilità di governo e chi esprime la politica. Su questo noi siamo più occupati. Un appello alle istituzioni affinchè superino questa situazione che non è contingente: guerra, inflazione, scarsità delle materie prime, inflazione e pandemia sono stati elementi difficili che noi stiamo affrontando.

Il nostro ruolo è stimolare le istituzioni e fare leva sulla capacità di innovazione, vedere parti positive di queste complicazioni, muoversi con attenzione sulle difficoltà. Le famiglie hanno bisogno di consumare, abbiamo bisogno di creare reddito e posti di lavoro. Come è emerso dai nostri dati, le aziende vogliono crescere e investire. Il nostro ruolo è quello di condurre interpretare i bisogni dei nostri associati che devono a loro volta attrarre i consumatori e creare ricchezza attraverso il sostegno dei consumi."

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