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PFE: nel 2021 ricavi a 129 mln (-1,9%), EBITDA a 12,5 milioni

Paolo Ciccarelli, Presidente di PFE: "L'attivazione di nuovi importanti incarichi in Sardegna, Lombardia e Basilicata nonché la perdurante fiducia di importanti clienti privati ha permesso alla società di raggiungere un livello di ricavi quasi in linea con l’anno precedente (-1,6% circa) e di contenere l’aumento del costo del lavoro conseguente al rinnovo del Contratto Nazionale di Categoria"

05 Maggio 2022

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Fonte: Pixabay

L’Assemblea degli Azionisti della PFE ha approvato il bilancio 2021 che chiude con ricavi pari a circa 129 milioni di euro. Si tratta di un risultato estremamente soddisfacente se si considera che la seconda parte dell’esercizio è stata caratterizzata dalla conclusione di alcune commesse storiche nell’ambito delle Aziende sanitarie siciliane in parte controbilanciata dai ricavi generati dall’avvio, nel secondo semestre dell’anno, di nuove importanti commesse come quelle attivate a favore dell’Ente Regione Autonoma della Sardegna, della Città Metropolitana di Milano e dell’Università della Basilicata.

Importante anche la politica di rafforzamento patrimoniale della società che ha accantonato circa 3,9 milioni a fondi prudenziali e destinato oltre il 40% dell’utile dell’esercizio a riserva volontaria.

Al netto di tali accantonamenti, l’EBITDA è pari a circa 12,5 milioni di euro (9,7%), in diminuzione rispetto al 2020, ma con un valore percentuale superiore alle medie di settore.

Significativo il rafforzamento della struttura finanziaria della società, la PFN migliora da 7,998 mila euro a 2.103 mila euro.

Il Presidente di PFE S.p.A Paolo Ciccarelli ha dichiarato che “Nonostante nel 2021 siano cessate delle importanti e storiche commesse sul territorio siciliano, l’attivazione di nuovi importanti incarichi in Sardegna, Lombardia e Basilicata nonché la perdurante fiducia di importanti clienti privati ha permesso alla società di raggiungere un livello di ricavi quasi in linea con l’anno precedente (-1,6% circa) e, grazie alla sua efficienza operativa, di contenere l’aumento del costo del lavoro conseguente al rinnovo del Contratto Nazionale di Categoria. L’azienda ha potuto così mantenere la marginalità aziendale su valori superiori alle medie del settore. La politica di rafforzamento patrimoniale portata avanti dal nuovo Consiglio conferma l’attenzione dello stesso alle politiche di sviluppo strategico della società già delineate all’interno del Piano industriale 2022-2026.

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