03 Febbraio 2026
Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano
Uno studio recente sul settore dei grandi eventi associativi e corporate in Europa conferma il ruolo di primo piano dell’Italia nel panorama internazionale. Secondo il rapporto L’Europa dei grandi eventi associativi e corporate 2025, curato dal Centro Studi di Fondazione Fiera Milano e dall’ASERI – Alta scuola di economia e relazioni internazionali dell’Università Cattolica, nell’anno 2024 il nostro Paese ha ospitato 397 grandi eventi con almeno mille partecipanti, in presenza o in formato ibrido. Questo totale rappresenta circa il 13% degli oltre 3.000 eventi registrati in Europa e segna una crescita dell’8% rispetto al 2023, posizionando l’Italia al terzo posto nel continente dopo Germania e Francia.
Nel contesto europeo, si è assistito a una ripresa generale del settore: complessivamente gli appuntamenti associativi e corporate sono aumentati del 7% rispetto al 2023 e del 17% rispetto al 2019, tornando oltre i livelli pre‑pandemici. La gran parte di questi eventi si concentra in quindici Paesi dell’Unione, ma la performance dell’Italia spicca per consistenza e dinamismo nel trend di crescita.
Nella classifica delle città europee per numero di grandi eventi, Milano si conferma tra le prime tre, subito dopo Londra e Parigi, con 90 appuntamenti rilevati nel 2024. In particolare, il capoluogo lombardo guida nelle categorie legate all’economia, alla gestione e alle scienze, affermandosi come uno dei principali hub europei per eventi ad alto impatto tematico e partecipativo.
Anche Roma registra una crescita di rilievo, collocandosi al settimo posto tra le città più attrattive con 57 eventi, e guadagnando posizioni di rilievo nei segmenti scientifici e medici. Il rafforzamento delle sedi italiane nel circuito internazionale degli eventi contribuisce non soltanto all’attrazione di partecipanti e capitali, ma anche alla diffusione di conoscenza specialistica e allo sviluppo economico dei territori coinvolti.
Il settore dei grandi eventi è considerato sempre più una «meeting industry» strategica, non solo per la ricaduta diretta sui territori che ospitano congressi e conferenze, ma anche per la capacità di attrarre business internazionale e favorire reti di conoscenza e collaborazione. Secondo i dati del report, la maggior parte delle manifestazioni si svolge in centri studiati appositamente per congressi o fiere, segno della crescente specializzazione delle infrastrutture italiane dedicate alla meeting industry.
Commentando i dati dello studio, Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, ha sottolineato: “I risultati del report confermano il ruolo strategico della meeting industry come vera e propria infrastruttura abilitante per la circolazione di conoscenza, capitali e innovazione. Emergono con chiarezza le dinamiche di un settore che cresce in modo particolarmente robusto nel segmento degli eventi più complessi e ad alto impatto economico, contribuendo in maniera diretta allo sviluppo dei territori”.
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