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L’Altra Toscana in mostra alle Anteprime toscane. Le novità tanto attese delle denominazioni più piccole

Le denominazioni più piccole hanno deciso di fare squadra e di presentarsi insieme al complesso museale di Santa Maria Novella. A raccontare le loro peculiarità il master of wine Gabriele Gorelli

Di Andrea Cianferoni

06 Aprile 2022

Terre di Pisa

Terre di Pisa

Tredici denominazioni, i vini de l’Altra Toscana, si sono presentate insieme nel complesso museale di Santa Maria Novella e hanno chiuso la settimana delle Anteprime. Sono le denominazioni più piccole che hanno deciso di fare squadra. Sono i Consorzi Carmignano, Chianti Rufina, Colline Lucchesi, Cortona, Maremma Toscana, Montecucco, Orcia, Terre di Casole, Terre di Pisa e Valdarno di Sopra guidati dal presidente Francesco Mazzei. “Il Museo di Santa Maria Novella, concesso dal Comune di Firenze, si è rivelato cornice perfetta per sottolineare il forte legame tra vino, cultura e territorio” afferma Mazzei presidente dell’Associazione L’altra Toscana. “Nei calici speriamo che i nostri ospiti siano riusciti a cogliere la forza delle biodiversità e il carattere distintivo di ognuno dei territori presentati. Uno spaccato della viticoltura toscana molto ampio e diversificato. Una realtà tutto ancora da esplorare e con punte di qualità sempre più alte. Circa 12 milioni di bottiglie che ogni anno sui mercati si sanno far apprezzare”, conclude Mazzei.

Sono denominazioni prodotte in aree diverse della Toscana, da quelle collinari prospicienti la città di Lucca a quelle a sud di Pisa che da San Miniato si spingono fino a lambire la costa, dalla piccola area ad ovest di Siena intorno a Casole d’Elsa alla Maremma grossetana e all’area amiatina del Montecucco, dalla zona del Rufina a nordest di Firenze lungo il corso del fiume Sieve alla piccola area ad ovest di Firenze tra Poggio a Caiano e Carmignano, dalla splendida Val d’Orcia alla Val di Chiana con le colline del Valdarno di Sopra tra Firenze e Arezzo ai colli di Cortona oltre il canale Maestro della Chiana, quasi a lambire il Lago Trasimeno. Per far  conoscere meglio i prodotti di questi territori non poteva mancare il racconto dell’ormai celebre Gabriele Gorelli, primo Master of Wine italiano. Attraverso tre appuntamenti "L’Altro Sangiovese",  "Blind tasting dei Cru di una Toscana da scoprire", "Il valore del tempo, le longevità che non ti aspetti e Il coraggio di cambiare" "Bio, sostenibilità e altri modi di fare vino" si è potuto andare ancora più in profondità nella conoscenza dei Cru di una Toscana dei vini meno conosciuta.

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