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TELCO, Gianluca Corti (WindTre): "Norme e burocrazia inadeguati a un paese moderno che deve affrontare la competizione globale"

Presentato oggi a Villa Blanc il report “Il settore Telco in Italia: assetto normativo e analisi di impatto”, realizzato da Luiss Business School e sostenuto da WINDTRE. Oriani: "Necessaria politica industriale che favorisca investimenti in infrastrutture ed elimini burocrazia"

15 Marzo 2022

TELCO, Gianluca Corti (WindTre): "Norme e burocrazia inadeguati a un paese moderno che deve affrontare la competizione globale"

È stato presentato oggi il report “Il settore Telco in Italia: assetto normativo e analisi di impatto”, realizzato da Luiss Business School e sostenuto da WINDTRE. Il report, frutto di una ricerca sullo stato di salute del settore delle telecomunicazioni in Italia, analizza il quadro normativo di riferimento evidenziando gli aspetti che incidono sulle potenzialità di sviluppo e sui benefici degli investimenti in infrastrutture e servizi per l’economia nazionale.

Lo studio rappresenta il punto di partenza per la promozione di una nuova politica industriale per il settore. Soffermandosi sui freni che il quadro normativo e la burocrazia amministrativa del Paese pongono sulla strada degli investimenti necessari alla doppia transizione, digitale ed ecologica, il report auspica un cambiamento indispensabile per creare condizioni che supportino gli investimenti da parte degli operatori di telecomunicazioni, attraverso un contesto caratterizzato da un’adeguata redditività, certezza dei tempi e norme attuate in modo coerente. Secondo l’analisi di Luiss Business School, la direttrice lungo la quale occorre agire è, innanzitutto, quella della semplificazione e accorciamento degli iter autorizzativi, accompagnata da un sistema di incentivi e sanzioni che scoraggi comportamenti opportunistici e che sostenga, invece, quelli virtuosi.   

Lo studio condotto, difatti, evidenzia l’impatto degli investimenti delle Telco sull’intero sistema economico: per ogni miliardo di euro investito in banda larga mobile e fissa, il valore totale della produzione cresce, rispettivamente, di 2,6 e 2,7 miliardi di euro. All’aumento della penetrazione della banda larga, inoltre, corrisponde non solo una crescita del PIL, ma anche una riduzione delle emissioni di CO2. Con riferimento, poi, ai limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, lo studio sottolinea l’urgenza di uniformare la normativa vigente, molto restrittiva, a quella adottata prevalentemente in Europa. L’adozione di limiti elettromagnetici più severi di quelli raccomandati dalle istituzioni internazionali è infatti associata a una mancata crescita del PIL pro capite pari al 3,2 per cento.

Gianluca Corti, amministratore delegato designato di WINDTRE, ha confermato nel suo intervento che “il processo di digitalizzazione del Paese non può prescindere da un assetto normativo che incoraggi l’intervento delle telco, da sempre impegnate con investimenti ingenti in un contesto di mercato che risulta, invece, iper-competitivo e con una regolamentazione in gran parte sfavorevole al medio e lungo termine. La ricerca di Luiss Business School, con un’analisi organica e rigore metodologico, mette nero su bianco gli effetti sistematici di norme e burocrazia inadeguati a un paese moderno che deve affrontare la competizione globale. È diventato urgente un intervento di sistema che affronti i nodi della burocrazia, che investa nella cultura digitale e introduca il credito d’imposta per stimolare gli investimenti del settore manifatturiero nelle infrastrutture di telecomunicazione”. 

Matteo Caroli, Associate Dean for Internationalization e Direttore Area Ricerca applicata e Osservatori, Luiss Business School, ha aggiunto: “Il settore delle Telco rappresenta un asset fondamentale per l’economia del nostro Paese e gioca un ruolo di primo piano nel processo di transizione digitale. La nostra ricerca restituisce la fotografia di un comparto che sconta alcune problematiche che caratterizzano il sistema Italia ma, allo stesso tempo, vuole essere un punto di partenza per promuovere una nuova politica industriale che punti su un rinnovato ruolo delle istituzioni e su un tandem pubblico-privato che, partendo dal confronto, favorisca politiche virtuose che stimolino la crescita economica sostenibile e incentivino il processo di transizione digitale  e lo stesso sviluppo delle competenze necessarie a tal fine”.

WINDTRE, Corti: "Adeguare limiti elettromagnetici alla media europea per non perdere la competitività delle nostre aziende"

VIDEO - WINDTRE, Corti: "Adeguare limiti elettromagnetici alla media europea per non perdere la competitività delle nostre aziende"

Gianluca Corti, Amministratore Delegato designato di WINDTRE, a Il Giornale d'Italia: "La semplificazione è una cosa di cui abbiamo tutti bisogno e un tema su cui il governo ha iniziato a lavorare, ma su cui è necessario accelerare i tempi. Nel rapporto oggi abbiamo visto che per ottenere i permessi e installare un’antenna servono più di 5 mesi, sia in Sicilia che in veneto. Questo rappresenta un danno per il sistema, perché rallenta il time to market e ci sono oneri di gestione delle migliaia di richieste".

"Penso che la cosa più urgente da fare sia adeguare i limiti elettromagnetici alla media europea. Oggi i limiti italiani sono clamorosamente più bassi a livello europeo, parliamo di 1/10 per quanto riguarda il campo elettromagnetico e di un 1/100 per la potenza elettromagnetica. Questo è un grave danno per le aziende che vorrebbero investire in modo spropositato per coprire tutto il paese con i 5G. Questo si traduce in una perdita di competitività: i cittadini che vivono nelle aree senza 5G avranno una qualità inferiore e le aziende saranno meno competitive rispetto alle concorrenti italiane ed europee. Inoltre nel medio termine, si presenteranno problemi concreti per i cittadini. Infatti, il trend del traffico dati aumenta del 40% all’anno, questo vuol dire che fra pochi anni le reti 4G diventeranno quello che oggi è il 3G, con una qualità molto più bassa. In questo caso, il live streaming in mobilità diventerà solo un ricordo passato. Dobbiamo assolutamente evitare questo scenario: noi come settore abbiamo investito 5 miliardi all’anno e vogliamo continuare ad investire. Si tratta di una manovra che costa zero, ma che permette al settore di guardare con più ottimismo al futuro".

"Uno dei grandi problemi del paese, visto il grande affollamento di operatori, è che esiste una politica di prezzo particolarmente aggressiva, motivo per cui ad oggi il ritorno del capitale investito è inferiore al costo del capitale. Rischiamo che gli operatori siano costretti a tirarsi indietro al punto di vista di investimenti. Nonostante il governo stia facendo uno sforzo per portare l'Italia a una rivoluzione digitale, c’è il rischio che il mercato privato rallenti. Si tratta di un rischio che non possiamo correre, perché il PNRR è sicuramente importante, ma da solo non basta: è necessario che gli operatori continuino a investire. Per farlo, giocano un ruolo fondamentale la semplificazione, l'utilizzo della la leva fiscale per incentivare investimenti delle imprese e delle reti telecomunicazioni. Un altro passo importante è fare cultura digitale a partire dalle scuole fino alle aziende, dove è importante fare upskilling e reskilling, perché ci sono lavoratori di oggi che non sono in grado di fare i lavori del domani".

Luiss, Oriani: "TELCO, necessaria politica industriale che favorisca investimenti in infrastrutture ed elimini burocrazia"

VIDEO-Luiss, Oriani: "TELCO, necessaria politica industriale che favorisca investimenti in infrastrutture ed elimini burocrazia"

Raffaele Oriani, Associate Dean for Faculty presso Luiss Business School Il Giornale d'Italia: "Parliamo di un settore strategico per l’Italia, dove però è molto indietro rispetto ad altri paesi da tutti i punti di vista. Per questo motivo, è necessaria una politica industriale che favorisca gli investimenti in infrastrutture, che favorisca la penetrazione della banda larga, che elimini i rallentamenti di natura burocratica e che soprattutto incentivi le aziende a fare questi investimenti in modo efficiente ed efficace in tempi rapidi, necessari.

Lato azienda il problema è legato alla duplicazione che in alcuni casi gli investimenti richiedono quindi fine dell'efficienza deve esserci una strategia collaborativa ai fini dello sviluppo della rete. Si tratta di un bene che oltre ad avere benefici per i privati ha benefici anche pubblici, evidentemente la duplicazione non è efficiente e dal punto di vista delle aziende è importante che ci sia anche nei confronti del policy maker un atteggiamento collaborativo", conclude.

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