27 Marzo 2026
Bombe al fosforo (fonte: Twitter @ciafapino)
L'Ong Human Rights Watch e altri organismi indipendenti hanno accusato Israele di aver utilizzato munizioni al fosforo bianco negli ultimi raid sul sud del Libano, che hanno sancito l'inizio dell'invasione di terra e l'annessione a Tel Aviv. L'utilizzo di queste armi, severamente ristretto dal diritto internazionale, ha causato lo sfollamento forzato di oltre 800 mila persone.
Nuove accuse colpiscono Israele per l’impiego di fosforo bianco nel sud del Libano durante le fasi iniziali dell’ultima offensiva militare, che ha portato anche all'invasione via terra e all'annuncio dell'annessione da parte di Tel Aviv. Secondo quanto documentato da Human Rights Watch e da ricercatori indipendenti, munizioni contenenti questa sostanza chimica sarebbero state utilizzate in aree agricole e residenziali, provocando gravi conseguenze umanitarie e ambientali.
Le indagini si basano su immagini satellitari e materiale fotografico verificato, che mostrerebbero l’impiego di proiettili d’artiglieria M825 da 155 mm capaci di disperdere fosforo bianco su vaste superfici. L’impatto sul territorio sarebbe stato immediato: incendi diffusi, fumo denso e contaminazione chimica hanno reso intere aree inabitabili, contribuendo allo sfollamento forzato di circa 800 mila persone.
Il fosforo bianco, pur non essendo vietato in senso assoluto, è soggetto a severe restrizioni quando utilizzato in prossimità di civili. Gli esperti avvertono che il suo impiego in contesti come quello libanese potrebbe configurare una violazione del diritto internazionale umanitario, soprattutto se diretto contro aree abitate.
Secondo analisi riportate da Al Mayadeen, tra ottobre 2023 e novembre 2024 sarebbero stati registrati circa 250 episodi di utilizzo di fosforo bianco nel sud del Libano. Di questi, il 39% avrebbe colpito zone residenziali, il 17% terreni agricoli e il restante 44% foreste o aree aperte.
I danni ambientali risultano particolarmente gravi: oltre 2000 ettari di territorio sarebbero stati bruciati, inclusi circa 900 ettari di foreste dense. La contaminazione del suolo da fosforo e metalli pesanti rischia di compromettere la fertilità agricola, ridurre la biodiversità microbica e rendere le terre pericolose per anni.
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