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Iran potenzia difesa su Kharg contro invasione Usa, piazzati sistemi missilistici terra-aria a spalla Manpads e mine antiuomo

L’Iran ha intensificato in modo significativo la propria presenza militare sull’isola di Kharg, considerata un’infrastruttura vitale per l’economia del Paese. Secondo fonti dell’intelligence statunitense, nelle ultime settimane sarebbero stati dispiegati nuovi sistemi difensivi e ulteriori contingenti militari

26 Marzo 2026

Iran potenzia difesa su Kharg contro invasione Usa, piazzati sistemi missilistici terra-aria a spalla Manpads e mine antiuomo

Isola di Kharg Fonte: Maps

L’Iran rafforza le proprie difese sull’isola strategica di Kharg, snodo cruciale per l’export petrolifero nazionale. Secondo fonti di intelligence, Teheran avrebbe dispiegato nuove armi e truppe in vista di possibili scenari militari: infatti sarebbero stati piazzati sistemi missilistici terra-aria a spalla Manpads e mine antiuomo e anticarro. Al centro delle tensioni, l’ipotesi di un’invasione militare degli Stati Uniti per il controllo dell’isola.

Iran potenzia difesa su Kharg contro invasione Usa, piazzati sistemi missilistici terra-aria a spalla Manpads e mine antiuomo

L’Iran ha intensificato in modo significativo la propria presenza militare sull’isola di Kharg, considerata un’infrastruttura vitale per l’economia del Paese. Secondo quanto riportato dalla CNN, citando fonti dell’intelligence statunitense, nelle ultime settimane sarebbero stati dispiegati nuovi sistemi difensivi e ulteriori contingenti militari.

Tra le misure adottate figurano il posizionamento di mine e il rafforzamento della difesa aerea, con particolare riferimento ai sistemi missilistici terra-aria a spalla, noti come Manpads. Si tratta di armamenti in grado di colpire velivoli a bassa quota, rendendo più complessa qualsiasi operazione di sbarco o supporto aereo.

Secondo le stesse fonti, l’amministrazione guidata da Donald Trump starebbe valutando l’ipotesi di un intervento diretto per prendere il controllo dell’isola, situata nel Golfo Persico nord-orientale. Kharg rappresenta infatti un nodo cruciale: da qui transita circa il 90% delle esportazioni di greggio iraniano, rendendola una leva strategica nei confronti di Teheran.

L’obiettivo di Washington sarebbe anche quello di esercitare pressione sull’Iran per ottenere la riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio fondamentale per il commercio globale di petrolio e gas. Tuttavia, diversi funzionari statunitensi ed esperti militari mettono in guardia sui rischi di un’operazione di terra, che potrebbe comportare un elevato numero di vittime.

Le difese dell’isola, infatti, risultano articolate su più livelli. Oltre ai sistemi missilistici, l’Iran avrebbe disseminato mine antiuomo e anticarro lungo aree strategiche, inclusi tratti costieri dove potrebbe essere tentato uno sbarco anfibio. Un dispositivo che renderebbe estremamente complesso qualsiasi tentativo di conquista rapida.

Sul piano politico ed economico, intanto, Teheran si muove in parallelo. Il parlamento iraniano sta lavorando a una proposta di legge per introdurre pedaggi a carico delle navi in transito nello Stretto di Hormuz. La misura prevederebbe il pagamento di una tariffa in cambio delle garanzie di sicurezza offerte dall’Iran lungo questa rotta cruciale.

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