Il Qatar ha sospeso l’export di gas verso l’Italia dopo i danni subiti dall’hub strategico di Ras Laffan colpito da raid iraniani, aprendo un nuovo fronte nella crisi energetica europea. La decisione, formalizzata con la dichiarazione di forza maggiore, interrompe forniture fondamentali per il nostro Paese e costringe il governo a valutare alternative immediate, tra cui un possibile aumento delle importazioni dall’Algeria. Lo stop arriva in un contesto già instabile e mette in evidenza la forte dipendenza italiana dal Gnl qatariota, mentre i tempi di ripristino degli impianti potrebbero essere molto lunghi.
Qatar, sospeso export del gas all’Italia dopo raid iraniano su Ras Laffan, governo valuta aumento delle forniture algerine
Alla base dello stop ci sono i danni provocati dagli attacchi all’impianto di Ras Laffan, uno dei principali hub globali per la produzione e l’esportazione di gas naturale liquefatto. Le strutture colpite richiederanno interventi complessi e, secondo le stime, potrebbero volerci fino a cinque anni per tornare a pieno regime produttivo. Nel frattempo, l’export ha già subito una riduzione significativa. La compagnia energetica QatarEnergy ha quindi deciso di sospendere o rinviare le forniture anche nell’ambito dei contratti di lungo termine, coinvolgendo direttamente l’Italia insieme ad altri grandi importatori internazionali.
L’Italia è infatti il principale importatore europeo di Gnl dal Qatar, con volumi che coprono una quota rilevante del fabbisogno nazionale. Nel 2025 oltre il 40% è provenuto proprio dal paese nel Golfo. La brusca interruzione delle forniture espone il Paese a una nuova fase di incertezza, con possibili ripercussioni sui prezzi e sulla sicurezza energetica. Oltre alla penisola, la compagnia petrolifera statale dell'emirato ha dichiarato lo stato di forza maggiore anche sui contratti di lungo termine per la fornitura di gas naturale liquefatto sottoscritti con Belgio, Corea del Sud e Cina.
Di fronte all’emergenza, il governo sta valutando un rafforzamento delle forniture provenienti dall’Algeria, già uno dei principali partner energetici grazie al gasdotto Transmed. Tuttavia, i margini di incremento appaiono limitati e potrebbero essere accompagnati da una revisione dei prezzi. Parallelamente, si discute anche di strategie alternative per ridurre la dipendenza dalle importazioni, puntando su risparmio energetico, rinnovabili ed elettrificazione. Ma nel breve periodo, la priorità resta garantire la continuità degli approvvigionamenti.