25 Marzo 2026
Stretto di Hormuz, fonte: Facebook, @Termometro Geopolitico
Il Bahrein ha scritto e proposto una risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu contro l'Iran, probabilmente su pressing degli Stati Uniti. In sostanza, il testo inviterebbe le Nazioni Uniti ad autorizzare l'uso di "tutti i mezzi necessari", inclusa la violenza, per garantire il passaggio delle petroliere nello Stretto di Hormuz.
Il Bahrain spinge per una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che autorizzi l’uso di “tutti i mezzi necessari” per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi più cruciali per il commercio globale di energia.
La proposta, attualmente in discussione tra i membri del Consiglio, mira a rispondere alle crescenti tensioni nella regione del Golfo, indicando esplicitamente le azioni dell’Iran come una "minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale". Il testo prevede la possibilità per gli Stati di intervenire anche nelle acque territoriali circostanti, con l’obiettivo di assicurare il libero transito delle navi commerciali e prevenire interruzioni delle rotte marittime.
La formula “tutti i mezzi necessari” è particolarmente significativa nel linguaggio diplomatico delle Nazioni Unite: in passato, è stata utilizzata per autorizzare interventi militari su larga scala. Proprio per questo, la proposta ha già sollevato perplessità tra alcuni membri del Consiglio. In particolare, la Francia avrebbe espresso dubbi sulla possibilità di raggiungere un consenso su una formulazione così ampia e potenzialmente da escalation.
Oltre alle misure operative, il progetto di risoluzione include anche la possibilità di introdurre sanzioni mirate contro soggetti ritenuti responsabili di minacce alla sicurezza della navigazione internazionale. Si tratterebbe di un ulteriore strumento di pressione diplomatica in un contesto già altamente instabile.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta un punto nevralgico per l’economia globale: una quota significativa del petrolio mondiale transita quotidianamente attraverso questo corridoio marittimo. Qualsiasi interruzione avrebbe ripercussioni immediate sui mercati energetici e sulla stabilità economica internazionale.
Il dibattito in seno al Consiglio di Sicurezza si preannuncia complesso. Da un lato, vi è l’urgenza di garantire la sicurezza delle rotte commerciali; dall’altro, la necessità di evitare un’escalation militare con un'invasione statunitense in Iran, in una regione già segnata da forti tensioni geopolitiche.
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