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Sudan, Unmas avverte: "14 milioni di persone a rischio per gli ordigni inesplosi, sono ovunque, dentro scuole, case e ospedali"

L'Unmas ha segnalato anche l’emergere di una nuova minaccia: "le mine terrestri, con l’identificazione di sette campi minati all’interno della capitale"

25 Marzo 2026

Una panoramica del conflitto in Sudan: la storia completa degli eventi, dall'inizio della guerra il 15 aprile 2023 al 2025

Guerra in Sudan (Fonte: Lapresse)

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha lanciato un allarme sulla situazione in Sudan, dove circa 14 milioni di persone sono esposte al rischio di esplosivi e ordigni inesplosi, inclusi civili e operatori umanitari. In particolare, l’organizzazione ha sottolineato che "i bambini sono i più a rischio a causa della loro interazione inconsapevole con oggetti pericolosi".

Sudan, Unmas avverte: "14 milioni di persone a rischio per gli ordigni inesplosi, sono ovunque, dentro scuole, case e ospedali"

A intervenire è stato anche Sadiq Rashid, responsabile del Programma delle Nazioni Unite per l’azione contro le mine (UNMAS) nel Paese, che durante un briefing da Khartoum ha definito "estremamente allarmante" la diffusione di esplosivi e ordigni inesplosi, soprattutto nelle aree urbane colpite dai combattimenti tra esercito e forze paramilitari. "Gli ordigni esplosivi sono diventati una delle principali minacce all’accesso degli aiuti umanitari, ostacolando il movimento delle squadre di soccorso e impedendo la consegna sicura degli aiuti", ha dichiarato.

Rashid ha inoltre evidenziato come "gli ordigni sono presenti nelle abitazioni, sulle strade, nelle scuole e negli ospedali", segnalando anche l’emergere di una nuova minaccia: "le mine terrestri, con l’identificazione di sette campi minati all’interno della capitale". Una situazione che rende estremamente difficile il ritorno alla normalità per la popolazione civile.

Il quadro è particolarmente critico proprio mentre alcune famiglie iniziano a rientrare nelle proprie case nella capitale, trovandosi però in un ambiente "altamente pericoloso" e spesso senza un’adeguata consapevolezza dei rischi.

Le condizioni restano gravi anche nella regione del Darfur, in particolare ad Al-Fashir, e nelle aree del Kordofan, dove i combattimenti hanno lasciato un’elevata contaminazione da esplosivi.

Rashid ha chiesto un rafforzamento urgente delle attività di sminamento, avvertendo che senza un significativo aumento degli interventi e del sostegno internazionale non sarà possibile garantire un ritorno sicuro di rifugiati e sfollati né avviare una reale ricostruzione del Sudan.

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