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Hormuz, il piano della marina inglese e francese per sminare il canale con gli Usa: dai droni anti-mina alle navi d'assalto

Regno Unito e Francia guidano un piano per "proteggere" lo Stretto di Hormuz: operazioni di sminamento e supporto Usa al centro della strategia anti-crisi nel Golfo

25 Marzo 2026

Mappa Stretto di Hormuz

Fonte: Limes

La marina inglese e quella francese starebbero preparando un piano per sminare lo Stretto di Hormuz, con il supporto logistico degli Stati Uniti per ripristinare il passaggio delle petroliere e, quindi, il commercio d'energia globale. La Royal Navy sarebbe pronta a mandare droni anti-mina, ma anche navi d'assalto per la bonifica del canale.

Hormuz, il piano della marina inglese e francese per sminare il canale con gli Usa: dai droni anti-mina alle navi d'assalto

La Royal Navy si prepara a guidare una coalizione internazionale con l’obiettivo di garantire la "sicurezza della navigazione" nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più cruciali al mondo per il commercio energetico. Secondo quanto riportato dal The Times, il piano è in fase avanzata di sviluppo e vedrebbe un ruolo centrale anche della Marine Nationale.

L’iniziativa nasce in un contesto di crescente tensione nella regione del Golfo, dove il rischio di incidenti o blocchi dello stretto potrebbe avere ripercussioni immediate sui mercati globali dell’energia. Il progetto, guidato da Regno Unito e Francia, punta a creare un dispositivo di sicurezza in grado di proteggere il traffico commerciale e prevenire eventuali minacce, tra cui il posizionamento di mine navali.

Secondo fonti governative britanniche, Londra sarebbe pronta a dispiegare capacità di sminamentoall’avanguardia a livello mondiale”, affiancando assetti analoghi degli Stati Uniti e della Francia, con droni anti-mine e navi d'assalto. Le operazioni di contromisure mine rappresentano infatti uno degli strumenti chiave per mantenere aperte le rotte marittime in scenari ad alta tensione.

Nonostante la leadership europea dell’iniziativa, il coinvolgimento degli Stati Uniti viene considerato essenziale per il successo dell’operazione. Washington dispone infatti delle capacità logistiche e militari necessarie a sostenere un’operazione prolungata in un’area strategicamente sensibile come il Golfo Persico.

L’eventuale creazione della cosiddetta “Hormuz Coalition” segnerebbe un passo significativo verso una risposta coordinata internazionale alla crisi. Tuttavia, resta aperta la questione dell’impatto politico di una simile presenza militare, soprattutto nei confronti dell’Iran, che ha più volte ribadito la propria influenza sull’area.

Analisti sottolineano come il controllo dello Stretto di Hormuz sia un elemento centrale negli equilibri geopolitici globali: circa un quinto del petrolio mondiale transita da questo corridoio marittimo. Qualsiasi interruzione potrebbe causare forti turbolenze economiche a livello internazionale.

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