24 Marzo 2026
Coloni israeliani (ilfarosulmondo)
Un rapporto Onu ha evidenziato come in nemmeno un anno, da novembre 2024 a ottobre 2025, i coloni israeliani hanno sfollato forzatamente 36 mila palestinesi in Cisgiordania. Il report ha sottolineato come le autorità israeliane, Idf e Shin Bet in primis, siano complici delle violenze dei coloni.
Le Nazioni Unite hanno lanciato un nuovo allarme sulla situazione in Cisgiordania, denunciando lo sfollamento forzato di oltre 36 mila palestinesi nell’ultimo anno. Il dato emerge da un rapporto pubblicato dall’OHCHR, che copre il periodo tra novembre 2024 e ottobre 2025 e descrive una crisi umanitaria in rapido peggioramento.
Secondo il documento, la violenza dei coloni israeliani è aumentata del 24%, con 1732 episodi registrati, molti dei quali hanno causato vittime o gravi danni alle proprietà. L’OHCHR ha parlato di azioni “coordinate e strategiche”, sostenendo che le autorità israeliane avrebbero avuto “un ruolo centrale” nel dirigere o facilitare tali condotte.
A questo si aggiungono le operazioni militari su larga scala condotte dall'Idf, che avrebbero contribuito in modo significativo agli sfollamenti. Circa 32 mila persone provengono da campi profughi nel nord della Cisgiordania, tra cui Jenin, Tulkarem, Nur Shams e Far'a, frequentemente teatro di incursioni militari.
Un caso emblematico è quello avvenuto a gennaio nella zona meridionale di Hebron, dove un’operazione militare ha imposto un coprifuoco totale a circa 70 mila residenti. Secondo testimonianze raccolte anche da Al Jazeera, centinaia di famiglie sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni, trasportando beni essenziali in condizioni di emergenza. L’operazione, giustificata da Israele come intervento contro “infrastrutture terroristiche”, ha incluso demolizioni, arresti e restrizioni alla mobilità.
Nel rapporto, l’OHCHR ha definito esplicitamente questi eventi come un “trasferimento forzato di massa”, sottolineando che tali pratiche violerebbero il diritto internazionale umanitario. L’organismo ha collegato inoltre la situazione in Cisgiordania a quella nella Striscia di Gaza, evidenziando una possibile strategia più ampia.
“Gli spostamenti forzati nella Cisgiordania occupata […] sembrano indicare una politica israeliana concertata di trasferimenti di massa”, ha concluso il rapporto.
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