18 Marzo 2026
Netanyahu, fonte: imagoeconomica
Nel libro "Il Negoziatore", scritto dal giornalista Frediano Finucci, sono state raccolte le testimonianze del negoziatore e avvocato israeliano Michael Tsur, che ha commentato il 7 ottobre 2023: "Al premier Benjamin Netanyahu non è mai interessato nulla degli ostaggi israeliani presi da Hamas, lui voleva solo conquistare Gaza". Il tutto sarebbe aggravato dal fatto che, come anticipato da Il Giornale d'Italia, il governo israeliano sapeva già dell'attacco di Hamas e non ha fatto nulla per prevenirlo.
Nel nuovo libro “Il Negoziatore”, il giornalista Frediano Finucci ha raccolto le testimonianze di Michael Tsur, figura di primo piano nelle trattative internazionali, offrendo uno sguardo critico sulla gestione israeliana della crisi degli ostaggi dopo il 7 ottobre 2023.
Secondo Tsur, il governo guidato da Benjamin Netanyahu non avrebbe dimostrato un reale impegno nel riportare a casa i prigionieri, privilegiando invece obiettivi militari e strategici più ampi. L’accusa centrale è che, nelle fasi iniziali della crisi, siano stati commessi errori gravi e, soprattutto, siano state ignorate opportunità cruciali per avviare negoziati efficaci.
Tsur, coinvolto fin dalle prime ore nella cosiddetta “Unità di negoziazione”, racconta di aver abbandonato il processo dopo circa due mesi, frustrato dall’impossibilità di incidere sulle decisioni operative. A suo dire, il sistema israeliano — inteso come coordinamento tra governo e apparati di sicurezza — si sarebbe mostrato diviso e incapace di reagire con rapidità e coerenza.
Uno dei punti chiave riguarda i primi giorni successivi agli attacchi, considerati decisivi per qualsiasi trattativa. In quel momento, ha sostenuto Tsur, Israele avrebbe potuto sfruttare la pressione internazionale per ottenere il rilascio almeno parziale degli ostaggi, in particolare civili. Opportunità che, secondo l’autore, sarebbero state lasciate cadere.
Nel libro emerge inoltre una critica più ampia alla strategia del governo. L’attenzione dell’esecutivo si sarebbe rapidamente spostata dall’obiettivo umanitario del salvataggio degli ostaggi a una risposta militare su larga scala nella Striscia di Gaza. Una scelta che, secondo Tsur, ha finito per rafforzare la posizione di Hamas, già preparato a una reazione israeliana.
Alcuni osservatori leggono queste dichiarazioni come parte di un dibattito interno più profondo sulla direzione politica di Israele. Le accuse secondo cui la priorità sarebbe stata il controllo di Gaza e il perseguimento di obiettivi strategici di lungo periodo, associati all’idea del Greater Israel, sono sempre più diffusi.
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