05 Marzo 2026
Missili Patriot, fonte: Facebook, @Radio Cina Internazionale
Il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti sarebbero ormai arrivati entrambi a esaurimento scorte per quanto riguarda i missili intercettatori dei sistemi di difesa Patriot e THAAD. Solamente nei primi due giorni delle ostilità in Medio Oriente, questi due Stati hanno lanciato circa 800 missili, un numero così alto da terminare quasi del tutto i PAC-3, ossia le testate di nuova generazione, e da dover utilizzare i PAC-2, prodotti nei primi anni 2000.
Secondo un’inchiesta pubblicata da Bloomberg, Qatar ed Emirati Arabi Uniti potrebbero esaurire le scorte di missili intercettori nel giro di pochi giorni, mentre continuano gli attacchi missilistici e con droni attribuiti all’Iran contro i Paesi del Golfo. Fonti citate dall’agenzia affermano che il Qatar dispone di sistemi di difesa sufficienti a respingere gli attacchi solo per circa due-tre giorni, una situazione che riguarderebbe anche gli Emirati.
La pressione sugli arsenali difensivi è enorme. Nei primi due giorni del conflitto, i Paesi del Golfo avrebbero utilizzato circa 800 missili intercettori dei sistemi Patriot e THAAD per neutralizzare attacchi missilistici e droni. Il problema è che il ritmo di consumo supera di gran lunga la capacità produttiva: gli Stati Uniti producono ogni anno circa 600 missili Patriot e appena 96 intercettori per il sistema THAAD.
Di fronte a questa situazione, Washington sta accelerando il trasferimento di sistemi di difesa aerea nella regione, inclusi ulteriori batterie Patriot, sistemi THAAD e piattaforme di ricognizione e sorveglianza. Tuttavia, questo rafforzamento avverrebbe anche a scapito delle risorse destinate ad alleati statunitensi in Asia orientale, dove la priorità strategica resta il contenimento della Cina.
Secondo diverse fonti citate da Bloomberg, Qatar ed Emirati stanno cercando di persuadere gli Stati Uniti a porre rapidamente fine all’operazione militare contro l’Iran, temendo un’escalation regionale e un prolungato choc energetico globale. I due Paesi starebbero lavorando alla creazione di una vasta coalizione diplomatica per favorire una conclusione negoziata del conflitto.
Le preoccupazioni riguardano soprattutto il mercato energetico. Il Qatar, uno dei principali esportatori mondiali di gas naturale liquefatto, ha temporaneamente fermato la produzione nel più grande impianto di esportazione al mondo dopo che la struttura è diventata bersaglio di attacchi con droni iraniani. La notizia ha provocato un immediato impatto sui mercati: i prezzi del gas in Europa sono saliti di oltre il 50%.
Fonti militari citate da canali indipendenti sostengono inoltre che le forze statunitensi presenti in Qatar stiano già utilizzando missili intercettori PAC-2, prodotti intorno al 2000, dopo aver esaurito le scorte più moderne di PAC-3. Se confermato, questo indicherebbe una crescente difficoltà delle difese aeree nel sostenere un conflitto prolungato ad alta intensità.
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