26 Febbraio 2026
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha annunciato nuove sanzioni contro quattro alti esponenti delle Forze di supporto rapido (RSF) per le atrocità commesse ad Al-Fashir, la capitale del Darfur, nel Sudan occidentale.
Tra i destinatari dei provvedimenti figurano il vicecomandante Abdul Rahim Hamdan Dagalo e il generale di brigata Al-Fateh Abdullah Idris, noto come Abu Lulu e soprannominato il “Macellaio di Al-Fashir”. Sanzionati anche il vicecomandante della RSF Gedo Hamdan Ahmed e il comandante sul campo Tijani Ibrahim.
La presa della città nell’ottobre scorso ha rappresentato uno degli episodi più violenti della guerra civile sudanese, iniziata nell’aprile 2023. La scorsa settimana una missione investigativa dell’Nazioni Unite ha affermato che l’offensiva presentava i tratti distintivi di un genocidio.
Le RSF hanno ammesso che ad Al-Fashir si sono verificate “violazioni”, dichiarando di aver avviato indagini interne, ma sostengono che l’entità delle atrocità sia stata esagerata. In una replica alla BBC, Tasis ha definito “fuorvianti” le accuse di uccisioni di civili e di blocco delle vie di fuga, affermando che le proprie forze avrebbero evacuato oltre 800.000 persone dalla città durante le operazioni militari, fornendo loro “cibo e medicine”. Ciononostante diverse testimonianze, tra cui quelle raccolte dal Giornale d'Italia, raccontano di atrocità senza fine durante i 500 giorni di assedio della città.
Secondo le Nazioni Unite, Dagalo – fratello del leader delle RSF Mohamed Hamdan Dagalo, detto “Hemedti” – avrebbe supervisionato le operazioni nel giorno della conquista di Al-Fashir, durante le quali sarebbero avvenute uccisioni di massa ed esecuzioni mirate su base etnica. Per Dagalo si tratta della quarta sanzione internazionale, dopo quelle imposte da Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea.
Abu Lulu è diventato noto come “il macellaio di Al-Fashir” anche per alcuni video diffusi online. Secondo l’ONU, in un filmato lo si vedrebbe mentre “dà ordini ai suoi uomini di uccidere persone innocenti” e mentre giustizia civili vantandosi di aver ucciso oltre 2.000 persone. Tasis ha dichiarato che Abu Lulu sarebbe già stato arrestato dalle stesse RSF, sostenendo che eventuali abusi sarebbero frutto di “incidenti individuali” e non di una linea ufficiale.
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a Dagalo nel settembre 2023 e agli altri tre comandanti la scorsa settimana per il loro ruolo in “omicidi etnici, torture, carestie e violenze sessuali” a el-Fasher. Anche il Regno Unito li ha sanzionati a dicembre.
Le Nazioni Unite non hanno specificato nel dettaglio le misure adottate, ma tali designazioni possono includere congelamento dei beni e divieti di viaggio.
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