25 Febbraio 2026
Liran, fonte: X@ eloiseswond3
Il consiglio denominato "Board of Peace" presieduto da Donald Trump sta valutando l’introduzione di una stablecoin ancorata al dollaro statunitense. Per la retorica, l'obbiettivo sarebbe quello di sostenere l’economia della Striscia dopo la guerra e favorire i pagamenti digitali. L’iniziativa è stata presentata dal veterano sionista e imprenditore tecnologico Liran Tancman e solleva forti interrogativi su fattibilità tecnica, implicazioni politiche e rischi di controllo sul sistema finanziaro della Striscia.
Il progetto discusso dal cosiddetto "Board of Peace" riguarda la creazione di una stablecoin legata al valore del dollaro USA, promossa come strumento per facilitare transazioni digitali e sostenere la ripresa economica di Striscia di Gaza, la cui economia è stata duramente colpita dal conflitto e dal crollo delle infrastrutture finanziarie. La valuta digitale sarebbe uno strumento operativo per effettuare pagamenti elettronici, "distribuire aiuti" e consentire l’accesso a servizi finanziari in un contesto dove il sistema bancario risulta gravemente compromesso e l’accesso al contante limitato.
A guidare l’iniziativa è Tancman, imprenditore tecnologico israeliano ed ex riservista con un lungo passato nei corpi di intelligence del suo Paese e tra i fondatori dell’Israeli Cyber Command. Un post su X di Jacob King affermerebbe che Tancman sia sionista. In qualità di consulente non retribuito del consiglio, ha spinto per il piano durante la riunione inaugurale. Tra le principali criticità emergono limiti infrastrutturali significativi, tra cui frequenti interruzioni di corrente, una rete di telecomunicazioni estremamente limitata e la scarsa disponibilità di dispositivi affidabili necessari per effettuare transazioni digitali su larga scala.
Alcuni osservatori temono inoltre che l’introduzione di un sistema monetario digitale specifico per Gaza possa accentuare la separazione economica tra la Striscia e la Cisgiordania, contribuendo a una maggiore frammentazione dei territori palestinesi. Non mancano infine preoccupazioni legate alla possibile sorveglianza delle transazioni, soprattutto considerando il coinvolgimento di soggetti tecnologici e strutture collegate a Israele. Secondo i critici, un sistema finanziario completamente digitale potrebbe rendere ogni operazione tracciabile e potenzialmente soggetta a controllo esterno, sempre più assoggettato a Washngton.
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