16 Febbraio 2026
Javier Milei (fonte: Lapresse)
Turni di lavoro estendibili fino a 12 ore al giorno, maggiore flessibilità di orari e regole di assunzione, limitazioni al diritto di scioperare: sono queste alcune delle misure volute dal presidente dell'Argentina Javier Milei nella nuova e controversa riforma del lavoro approvata dal Senato lo scorso Giovedì 12 Febbraio. Il sì del Senato al disegno di legge di riforma - approvazione raggiunta dopo oltre 13 ore di accese discussioni - segna la prima vittoria legislativa dell'anno per il leader filo-trumpiano di estrema destra Milei, sebbene ora a doversi esprimere sarà la Camera dei deputati. Se Milei gioisce alla riforma definendola necessaria per "modernizzare" il mercato del lavoro e garantire maggior occupazione, i sindacati si preparano ad una massiccia mobilitazione generale in segno di protesta.
Le violente manifestazioni tenutesi soprattutto a Buenos Aires, davanti al Parlamento, in segno di protesta contro una riforma definita "liberticida" e che "calpesta i diritti dei lavoratori", non sono bastate a fermare l'iter di approvazione del nuovo ddl voluto da Javier Milei: un disegno di legge in 213 articoli "controversi" per il loro contenuto. L'iniziativa di Milei, che segna un brusco capovolgimento del sistema lavorativo peronista in vigore - tra molte modifiche - dal 1974, è dettata dall'esigenza di rilanciare il mercato del lavoro "modernizzandolo" e spingendolo verso un modello "più libero", oltre che di attrarre nel Paese sempre più investitori stranieri, e ridurre i contenziosi. Il nuovo disegno di legge prevede non solo la possibilità di lavorare su turni da 12 ore giornaliere, ma pone limiti significativi allo sciopero nei servizi essenziali, nuove regole sui licenziamenti e sulle assunzioni, una riduzione degli oneri per le imprese con la riduzione dei contributi, nonché la creazione di un fondo che finanzi il risarcimento per licenziamento a spese del sistema pensionistico. Non solo: gli straordinari dei lavoratori non verrebbero pagati con surplus di denaro, ma con giorni liberi e/o orari ridotti. Anche gli stipendi possono essere pagati, invece che con denaro, con vitto o alloggio.
Per i sindacati e gli stessi lavoratori, le nuove misure di Milei sono volte a ridurre significativamente gli strumenti legittimi di protesta. In effetti, il diritto allo sciopero viene significativamente eroso, specie nei settori considerati essenziali. Per questi infatti, si parla di un 75% di servizi minimi garantiti in servizi legati a sanità, istruzione, trasporti, acqua ed energia. Mentre banche, miniere, industria, e-commerce dovranno garantire presenza del 50%. La riforma di Milei inoltre estenderebbe i periodi di prova nei quali le aziende si riservano il diritto di licenziare i dipendenti, e restringerebbe i motivi di licenziamento legittimo.
L'opposizione e i sindacati vedono invece nelle mosse di Milei il tentativo di indebolire la posizione dei lavoratori, ora più esposti agli abusi e colpiti nei loro diritti soprattutto in materia di trattamento di fine rapporto, straordinari e ferie. "Non ci sono dubbi che si andrà verso uno sciopero" ha dichiarato Héctor Daer, uno dei segretari generali della CGT (Confederazione Generale del Lavoro) annunciando uno sciopero nazionale di 24 ore contro l'austerità del Governo. Javier Milei è diventato Presidente dell'Argentina alla fine del 2023: le sue politiche di austerità - specie in ambito fiscale - hanno contribuito a bilanciare i conti statali sebbene il livello di occupazione rimanga ancora estremamente basso (6,6%) a fronte di molto lavoro sommerso.
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