12 Febbraio 2026
Max, fonte: Wikipedia
Si chiama Max ed è l'app di messaggistica con cui la Russia vuole sostituire WhatsApp, ormai bloccata nel Paese. Offerta dal colosso russo dei social media Vk dal 2025, dal settembre dell'anno scorso è obbligatoriamente preinstallata su tutti gli smartphone e tablet venduti nel territorio della Federazione russa. Adesso, col blocco dell'app di Meta, è molto probabile che sia destinata a prendere il suo posto in maniera definitiva.
Max è un'app che fornisce accesso sia ai servizi governativi che agli store online, e funziona come un hub. Offre svariati servizi di comunicazione, come le app comuni: chat individuali, di gruppo, chiamate audio e video, e scambio di file. Ma non solo. Max si presenta come una piattaforma sul modello WeChat in Cina. Può essere utilizzata per i servizi pubblici per pagare multe, prenotare visite mediche o rinnovare documenti. Include sistemi di pagamento elettronico integrati e a differenza delle app occidentali non utilizza la crittografia end-to-end, che impedisce che nel passaggio di dati da un device all'altro il messaggio possa essere "letto". In questo modo garantisce alle autorità l'accesso ai dati per motivi di "sicurezza nazionale".
La base degli utenti è ovviamente in crescita esponenziale considerando che la preinstallazione è obbligatoria ed è un app sostenuta dal Cremlino. Ad oggi sono stat superati i 18 milioni di download, ma l'obiettivo, credibile, è i raggiungere l'intera popolazione digitale russa: 100 milioni di persone. Un numero a cui non sarà difficile arrivare considerando il blocco di WhatsApp.
Per la Russia si tratta di un passo coerente con la strategia di avere un "internet sovrano". Una legge formalizzata nel 2019 consente allo Stato di reindirizzare il traffico web attraverso infrastrutture controllate a livello nazionale, con l'obiettivo di proteggere la sicurezza nazionale e ridurre la dipendenza tecnologica dall’Occidente.
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