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ICE, chi è Tom Homan, zar del confine "duro ma giusto", premiato dalla Casa Bianca perché "Deporta le persone, ed è molto bravo a farlo"

Nuovo sostituto di Kristi Noem, Thomas Douglas Homan è stato premiato durante l'amministrazione Obama per aver raggiunto il numero record di deportazioni in un solo anno: 432mila

27 Gennaio 2026

ICE, chi è Tom Homan, zar del confine "duro ma giusto", premiato dalla Casa Bianca perché "Deporta le persone, ed è molto bravo a farlo"

"Mando Tom Homan in Minnesota. Non è mai stato coinvolto in quella zona, ma conosce e apprezza molte persone del posto. Tom è duro ma giusto e riferirà direttamente a me". A comunicare questa inversione di rotta, dopo le tragiche politiche repressive messe in atto dall'ICE nel Minnesota su indicazione di Greg Bovino, è proprio Trump, informando di voler inviare il 64enne Tom Homan in sostituzione della ministra per la Sicurezza interna Kristi Noem.

ICE, chi è Tom Homan, zar del confine "duro ma giusto", premiato dalla Casa Bianca perché "Deporta le persone, ed è molto bravo a farlo"

Le strategie di repressione fin qui adottate a Minneapolis non hanno funzionato. O meglio, Trump ha comunque ammesso che "è stato fatto un lavoro fenomenale" sollevando però, a quanto emerge, qualche critica sul modo in cui Greg BovinoKristi Noem avrebbero gestito il "problema dell'immigrazione", mostrando "insensibilità" dopo l'omicidio del 37enne Alex Pretti. Ora che si sta assistendo ad un parziale "ritiro dal Minnesota con onore" degli agenti ICE (questo è ciò che vuole Trump, riporta Axios, affinché non sembri che la gestione dell'immigrazione appaia come totalmente fallimentare), Tom Homan sembra essere il nuovo asso nella manica del tycoon.

Nato a New York nel 1961, Thomas Douglas Homan è chiamato negli Usa lo "zar delle frontiere" (border czar) ora incaricato di gestire le operazioni contro l'immigrazione irregolare. Trump l'ha descritto come "duro ma giusto" (tough but fair) e sembra abbia una visione diversa dei raid anti-immigrati. Con alle spalle una lunga esperienza nelle forze dell'ordine, Homan inizia la sua carriera come agente di polizia a New York, diventando poi nel 1984 agente della Border Patrol in California. Nel 2003 entra nell'ICE, agenzia nata dopo l'11 Settembre 2001 per scopi anti-terroristici.

Tom Homan gioca un ruolo chiave durante la presidenza di Barack Obama, guidando gli sforzi di deportazione dell'ICE come capo dell'Enforcement and Removal Operations (ERO), ufficio responsabile di espellere persone con ordini di deportazione effettivi. La sua "bravura" è tale che solo nel 2013 il numero delle deportazioni sale a 432 mila. Non c'è da stupirsi dunque se ieri la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha mostrato ai giornalisti un articolo del 2017 del Washington Post nel quale si leggeva che Homan "deporta le persone, ed è molto bravo a farlo". E proprio per questo, nel 2015 è premiato con la Presidential Rank Award, sotto Obama. Nonostante il pensionamento e le accuse di conflitti di interesse, venne convinto a restare in servizio dall'allora Segretario alla Sicurezza interna John Kelly.

Homan è stato uno dei più accaniti sostenitori di controverse politiche di deportazione già durante il primo mandato Trump, come la separazione dei bambini e delle famiglie che attraversavano il confine, nonché oppositore delle politiche delle cosiddette "città santuario" - città che limitano la collaborazione delle proprie forze dell'ordine locali con le autorità federali. Ciò che però ha fatto tirare un respiro di sollievo ai repubblicani sulla scelta trumpiana di Homan è il fatto che quest'ultimo sembri adottare un approccio più rigoroso all'applicazione delle leggi sull'immigrazione, preferendo concentrarsi sulle minacce alla sicurezza pubblica e nazionale ("raid mirati" li ha chiamati) e "rigettando" i rastrellamenti a tappeto. Sostenitore dell'amministrazione Trump, Homan non sembra essere nei migliori rapporti con Kristi Noem.

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