22 Gennaio 2026
Fonte: La Presse
Anche quest'anno torna l'immancabile forum di Davos, meglio noto come World Economic Forum. Tra i protagonisti naturalmente Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, attualmente all'inseguimento del sogno della Groenlandia, e il guitto di Kiev, l'attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Come non ci stanchiamo ormai di sottolineare da anni, il forum di Davos è uno dei tanti consessi dei gruppi dominanti, uno dei molteplici appuntamenti con cui la Power Elite che comanda il mondo concorda le proprie strategie di classe, le traiettorie del proprio tableau de bord e i mezzi per attuare pienamente il proprio interesse su scala globale. Ovviamente, tutto si gioca, a Davos come negli altri consessi dei gruppi dominanti, nel tentativo di far passare per interesse e per bene dell'umanità tutta quello che, a ben vedere, non è se non l'interesse dei gruppi dominanti: interesse che, per realizzarsi, deve puntualmente opporsi all'interesse dei gruppi dominati. Proprio a questa esigenza rispondono gli intellettuali convocati a Davos, la cui funzione risiede nell'essere gli amministratori del consenso di modo che i gruppi dominati, anziché insorgere, accettino con ebete euforia la dominazione subita e comprendano la splendente razionalità di ciò che quotidianamente li fa soffrire, dal libero mercato alla globalizzazione economica, dall'ordine mondiale americanocentrico all'imperialismo annesso.
di Diego Fusaro
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