20 Gennaio 2026
Post Instagram
Negli ultimi giorni è circolato su Instagram un post secondo cui Barron Trump, figlio di Donald e Melania Trump, rischierebbe il ritiro della cittadinanza americana. Il motivo sarebbe il seguente: Melania non era ancora cittadina statunitense al momento della nascita di Barron (20 marzo 2006), e un presunto decreto chiamato “FELON-47” stabilirebbe che entrambi i genitori devono essere cittadini USA per trasmettere la cittadinanza. Tuttavia si tratta di una fake news.
Nel post si legge: "Barron Trump sta perdendo la cittadinanza statunitense? Barron Trump è nato negli Stati Uniti il 20 marzo 2006. Sua madre Melania Trump ha ottenuto la cittadinanza statunitense il 28 luglio 2006. Pertanto, la madre di Barron non era cittadina statunitense al momento della sua nascita. Quindi, in base al decreto FELON-47 secondo cui non si può avere la cittadinanza a meno che entrambi i genitori non siano cittadini statunitensi al momento della nascita, Barron Trump non è un cittadino valido degli Stati Uniti".
Questa teoria è infondata: non esiste alcun decreto “FELON-47” nel sistema giuridico americano, inoltre la cittadinanza statunitense non dipende dalla cittadinanza dei genitori se il bambino nasce sul suolo americano. Negli Stati Uniti vige infatti lo ius soli da quando è stato ratificato il XIV Emendamento della Costituzione, ossia dal 9 luglio 1868, che stabilisce che chiunque nasca negli USA (o nei suoi territori) è cittadino americano, indipendentemente dallo status dei genitori, fatta eccezione per i figli di diplomatici stranieri.
Chiunque nasca sul territorio degli Stati Uniti, dunque, è automaticamente cittadino americano, indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Barron Trump è nato a New York City: questo basta a garantirgli la cittadinanza americana.
Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.
Articoli Recenti
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Luca Greco - Reg. Trib. di Milano n°40 del 14/05/2020 - © 2025 - Il Giornale d'Italia