Lunedì, 12 Gennaio 2026

Seguici su

"La libertà innanzi tutto e sopra tutto"
Benedetto Croce «Il Giornale d'Italia» (10 agosto 1943)

Spagna, Consiglio dei Ministri autorizza scambio di materiale militare con Israele, BDS: “Embargo contro genocidio a Gaza è fittizio”

La DBS chiede al Parlamento di trasformare il testo in un embargo totale e vincolante, senza deroghe: “Ogni clausola di eccezione è un varco attraverso cui passa la complicità”

31 Dicembre 2025

Spagna, Consiglio dei Ministri autorizza scambio di materiale militare con Israele, BDS: “Embargo contro genocidio a Gaza è fittizio”

Il primo ministro spagnolo Sanchez, fonte: X @luiss57z

A tre mesi dall’annuncio di un presunto "embargo totale" sulle armi a Israele, il governo spagnolo ha autorizzato incoerentemente nuovi scambi di materiale militare con aziende israeliane, ricorrendo a una clausola di eccezione prevista dallo stesso decreto. Una decisione che ha scatenato la dura reazione del movimento per la Fine del Commercio di Armi con Israele (BDS), secondo cui “l’embargo contro il genocidio a Gaza è fittizio”, e che riporta al centro il tema della complicità europea con l’industria bellica israeliana mentre prosegue la devastazione della Striscia.

Spagna, Consiglio dei Ministri autorizza scambio di materiale militare con Israele, BDS: “L’embargo contro genocidio a Gaza è fittizio”

Il Consiglio dei Ministri spagnolo, con una delibera del 23 dicembre pubblicata sul sito della Moncloa, ha autorizzato nuove transazioni di materiale di difesa e a duplice uso di origine israeliana, destinate ai programmi industriali di Airbus. La decisione arriva a soli tre mesi dall’approvazione del Real Decreto-ley che il governo di Pedro Sánchez aveva presentato come una risposta politica alle accuse di genocidio a Gaza, annunciando il divieto di importazione ed esportazione di armi verso Israele. L’autorizzazione è stata resa possibile grazie alla clausola degli “interessi generali nazionali”, già contenuta nel decreto di settembre e fortemente criticata fin dall’inizio. Una formula che consente deroghe “eccezionali” e che, nei fatti, apre alla prosecuzione della cooperazione militare con Israele, trasformando il divieto annunciato in una misura prevalentemente simbolica.

Secondo la documentazione ufficiale, i materiali autorizzati sono destinati a programmi aeronautici considerati strategici: A400M, A330 MRTT, C295 e il drone SIRTAP. Il governo non ha però fornito dettagli sui componenti specifici né sulle aziende israeliane coinvolte. Fonti non ufficiali indicano la possibile presenza di sistemi radar ELTA e tecnologie di Elbit Systems e Israel Aerospace Industries (IAI), nomi centrali dell’industria bellica israeliana. I sistemi autorizzati rientrano infatti nella categoria del materiale a duplice uso, potenzialmente impiegabile in contesti di guerra e repressione.

Durissima la reazione della Campagna per la Fine del Commercio di Armi con Israele, sostenuta da oltre 600 organizzazioni della società civile. In un comunicato, la rete RESCOP afferma che la decisione del governo “conferma ciò che denunciamo da mesi: il decreto non rappresenta un vero embargo”. “Ogni clausola di eccezione è un varco attraverso cui passa la complicità”, avverte il movimento, chiedendo al Parlamento di trasformare il testo in un embargo totale e vincolante, senza deroghe. Secondo uno studio della Campagna, dal 2023 la maggior parte delle operazioni militari con Israele è stata giustificata come “eccezionale”, e la Spagna avrebbe firmato 46 contratti, superando un miliardo di euro, diventando uno dei principali importatori europei di tecnologia militare israeliana nel 2025.

L’incoerenza con il decreto di settembre

Il contrasto con il Real Decreto-ley approvato il 24 settembre è evidente. All’epoca, il governo parlava di “consolidare l’embargo totale”, presentando la misura come uno strumento per “preservare la pace, proteggere i diritti umani e prevenire il commercio illecito di armi”. Tuttavia, lo stesso decreto lasciava ampi margini di discrezionalità al Consiglio dei Ministri, prevedendo autorizzazioni in “circostanze eccezionali”. Il testo non vietava esplicitamente lo scalo di navi cariche di armi nei porti spagnoli, non bloccava il transito attraverso le basi statunitensi di Rota e Morón, né interrompeva i contratti industriali già in essere con aziende israeliane. Una struttura normativa che oggi mostra tutta la sua fragilità. Quindi, mentre il governo continua a denunciare pubblicamente la tragedia umanitaria a Gaza, nei fatti mantiene aperti canali economici e industriali che alimentano ingiustamente l’industria bellica israeliana.

Il Giornale d'Italia è anche su Whatsapp. Clicca qui per iscriversi al canale e rimanere sempre aggiornati.

Commenti Scrivi e lascia un commento

Condividi le tue opinioni su Il Giornale d'Italia

Caratteri rimanenti: 400

Articoli Recenti

x